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Il Presidente Alberoni: “Chiudiamo il Centro Sperimentale di Cinematografia”

Il Presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia Alberoni e’ intervenuto stamani nel corso del programma Radio Anch’io, su Radio 1. E le sue parole sono state di ferma condanna dell’occupazione.

Alberoni, non appoggiando la protesta degli studenti, ha dichiarato alla radio che se gli studenti del Centro Sperimentale vogliono mantenere alto il livello della scuola devono ricominciare a studiare e produrre.

La sua dichiarazione continua con questa frase, che riporto testualmente

“Se si limitano a fare dichiarazioni politiche, allora sara’ veramente il caso di chiuderlo”

Alberoni ha ribadito la volonta’ del Ministro Bondi di non chiudere il Centro, ma ha sottolineato come l’occupazione sta provocando una perdita di denaro pubblico. Ci sono infatti molte produzioni in corso che – rimanendo ferme – continuano comunque a bruciare fondi.

Che fare? Continuare con l’occupazione oppure riprendere le lezioni? Agli occupanti l’ardua sentenza.

PS: Il sito ufficiale degli studenti del CSC attualmente e’ offline. E’ un guasto, vero?

Michel

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La polizia s’incazza: denunciati per manifestazione non autorizzata gli studenti fermati del Centro Sperimentale di Cinematografia

“…E alla fine la polizia si incazzo davvero”. Non e’ una battuta di un famoso film Fantozziano. E’ la pura realta’. Ma il cinema c’entra lo stesso.

Vi ricordate degli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia fermati nel pomeriggio a Piazza Venezia? Se non ve li ricordate, leggete qui.

Devo darvi due notizie, una buona e una cattiva.

Quella buona e’ che i ragazzi alle 20 sono stati rilasciati.

Quella brutta e’ che si sono beccati una denuncia penale per manifestazione non autorizzata.

Ecco la ricostruzione dei fatti secondo i ragazzi:

–          I ragazzi tentano di srotolare il loro striscione con scritto “Cultura: Omicidio di Stato”

–          Prima che questo sia possibile, una trentina di poliziotti li accerchiano. I nostri colleghi alzano le mani in segno di resa. I poliziotti strappano i volantini e li costringono a chiudersi in gruppo.

–          La telecamera viene strappata di mano senza motivazione; la polizia non chiede nulla, né se i ragazzi fossero in possesso di un permesso né perché fossero lì, non danno spiegazioni sul motivo del sequestro della videocamera e della cassetta.

–          Vengono chiesti i documenti; dato che qualcuno dei nostri non li ha, a due a due vengono portati al Commissariato Trevi Campo Marzio, chi in auto chi a piedi.

–          Uno degli studenti prova a dare un volantino ad un passante e viene bloccato con la forza da tre  poliziotti. Il volantino viene violentemente di mano al passante senza che possa leggerne il contenuto.

–          Giunti al Commissariato sono sottoposti ad interrogatorio solo quelli che non hanno con sé il documento.

Inizialmente è stato detto che si trattava soltanto di un semplice controllo; si è poi scoperto che tutti gli undici ragazzi sono stati denunciati penalmente per manifestazione non preavvisata, turbativa e molesta, rifiuto di declinare le proprie generalità personali (falso!) e per inosservanza di un provvedimento dato dall’Autorità di P.S.: il verbale non è stato firmato in quanto non corrispondente a verità.

Ora, io non voglio entrare nel merito della vicenda. E non voglio prendermela nemmeno con i ragazzi della Polizia, che si limitano ad applicare le leggi. Voglio prendermela coi burocrati. Coi legislatori. Possibile mai che sia illegale esporre uno striscione in una piazza pubblica? Possibile mai che ci voglia un’autorizzazione anche solo per gridare le proprie opinioni?

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Ultim’ora: In stato di fermo giovani del Centro Sperimentale

Qui le cose si fanno serie. Sembra che un gruppo di una decina di studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia si trovi ora in stato di fermo presso il Commissariato Trevi Campo Marzio.

I ragazzi del Centro comunicano che la loro delegazione si era recata presso la piazza antistante l’Altare della Patria srotolando uno striscione e facendo volare dei palloncini.

Speriamo che non si tratti di nulla di grave e che i ragazzi possano tornare presto a far volare i loro palloncini!

Michel

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