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La bellezza del Somaro

 

Ed eccoci davanti ad un altro film Italiano. Questa volta si intitola la Bellezza del somaro e la regia è di Sergio Castellitto.

Ancora una volta la fotografia della borghesia sui 50 anni che non sono stati capaci di fare i genitori. I figli odiano i genitori, i genitori fanno i figli. Nulla di nuovo.

Si certo fa ridere. Ma non posso mica dire che un film è un buon film perchè ci sono delle battute carine che strappano la risata.

Ed ecco che il film affronta un tema non facile : La seduzione di un nonno interpretato da un simaptico Enzo Jannacci.

Un nonno che ” si fidanza” con una 17enne. Tutti i temi trattati anche questo seguono la farsa della commedia, compresa la classica torta in faccia, la pizza in testa e cose così.

Dopo pochi minuti ci accorgiamo di ritrovarci in uan casa di pazzi. Il che sicuramente facilita la risata. Vedere succhiare vino dal biberon non lascia certo indifferenti.

Un bell’esordio per Nina Torresi. Giovane, semplice e spontanea. Niente male.

Tra i titoli di coda scopriamo anche che il giovane dagli occhi azzurri e il anso importante è il figlio di Castellitto, che in un piccolo ruolo ancora dimostra di essere acerbo.Ma ha tutto il tempo per crescere e migliorare.

Castellitto, facendo il minimo, riesce a tenere il film come la Morante.

La regia lascia a desiderare…per un attimo mi sono sentita seduta davanti alla TV e non in una sala cinematografica semi vuota e per altro anche fredda.

La gente però rideva e ripeteva le batutte. Il pubblico era soddisfatto.Io no.

Patricia

 

 

 

 

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“La Nostra Vita”:vince la legalità o l’illegalità?

Seduata in un cinema pienissimo di persone…tutte per vedere il film “la nostra vita” titolo perfetto!

Proprio della vita di tutti i giorni parla il film del bravissimo regista Daniele Luchetti.

Il film vola che è una bellezza, fa sorridere, persino ridere e commuovere.

Ci fa vedere davanti agli occhi l’italia in cui viviamo: meglio stare nell’illegalità!

Non è un bel messaggio ma è un messaggio reale!

Elio Germano(premiato a Cannes come miglior attore) emoziona in ogni reazione, in ogni battuta. Potrei citare tantissimi momenti in cui è davvero bravo. Lacrime vere, sguardi veri. Questo è il lavoro dell’attore. Lavorare con la propria intimità. Con i propri pensieri e coinvolgere.

Sorprendente anche Raul Bova che però cade nella seconda parte. Elio riesce a trascinarlo ma solo fino ad un certo punto. Diciamo che Raul Bova tiene le scene di ironia e le scene in movimento, ma appena gli si chiede una reazione…non arriva nulla!La  maestria del regista si vede anche qui…sono certa che molti primi piani gli sono stati tolti al montaggio…ma questo dovremmo cheiderlo a Daniele Luchetti 🙂

Bravissime anche le attrici femminili: Isabella Ragonese che vediamo solo nella prima parte del film ma che tiene benissimo il suo personaggio e  Stefania Montorsi che più di una volta ci da’ delle reazioni non male!

Una sceneggiatura salda(Rulli, Petraglia, Luchetti), ironica con una sua morale. Forse più forte nella prima parte. Un po’ didascalica la scena tra Claudio(Elio Germano) e Giorgio Colangeli da lì un calo di intensità ed un finale forse banale, buonista ma che, diciamocelo, ci piace lo stesso. Ci commuove, ci tocca.

Bravissimi i bambini!Bella la scena del bambino con i soldi in mano alla cassa, una scena forte e coraggiosa. Arriva come un fulmine!

Toccante come viene raccontato il disagio e la sofferenza dei bambini: la pipì a letto tipica reazione dell’infanzia, il desiderio di parlare con la mamma usando il suo cellualre e la seduta spiritica….

Interessante il modo in cui il film è girato: viene molto usata la macchina a spalla. Inquadrature mai statiche e sempre leggermente mosse, tanti primi piani e spesso al amcchina alle spalle degli attori.

Si vede che Daniele Luchetti sa lavorare con gli attori, gli da’ quel respiro creativo che pochissimi registi sanno fare. Si vede che gioca con la macchina da presa cercando inquadrature originali e cinematografiche( ricorda un po’ i fratelli Dardene?).

L’unica cosa che mi dispiace…è non essere stata su quel set!

Patricia

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