Archivi del mese: giugno 2010

Pillola per attori

Leggere…ingoiare….fare propria

“Oggi l’improvvisazione sembra essere considerata o un esercizio verbale o un gioco che dovrebbe stimolare l’attore. Spesso la si confonde con una parafrasi delle parole dell’autore. Entrambi gli approcci hanno poco a che fare con il valore primario dell’improvvisazione nel trening dell’attore che invece consiste in esercizi legati all’espolorazione dei sentimenti dell’attore e del suo personaggio” (il sogno di una passione, Lee Strasberg)

Pillole di Patricia

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Brotherhood

Ed eccomi all’auditorium parco della musica all’anteprima di Brotherhood, seduta tra le prime file in una sala piena!

A presentare il film lo stesso regista Nicolo Donato, che indossava un simpatico cappello color paglia e un’originale cravatta. Brotherhood è il film danese vincitore del Festival del cinema di Roma. Eh ahimè mi era sfuggito!

Da subito si sente l’impronta del cinema Danese, imamgini mosse un po’ buie( cosa che a me piace molto).

Ci troviamo immersi nella vita di un gruppetto di “nazisti”con svastiche tatuate sul corpo e una gran voglia di fare a botte con tutto ciò che LORO ritengono contro natura!

Di sicuro un film che innervosisce. Inenrvosisce sentire certe affermazioni e certi dialoghi razisti. Ma si sente da subito che il film vuole dire altro…

E qui viene il bello:

Il giovane protagonista biondo e uno dei capetti del gruppo si innamorano. Proprio come quei gay che avevano “ammazzato” di botte!

Molto belle le imamgini nel mare tra luci e ombre di due corpi statuari.

Non so se è davvero possibile una storia così, ma di certo è intrigante e interssante. Con un finale degno dei migliori classici di    William Shakespeare

Sono contenta che ci siano film così, non se ne può più delle violenze sugli omosessuali, è aberrante! Andatelo a vedere!

Patricia

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Addio Corso Salani: Il protagonista del film “Il Muro di Gomma”

Muore improvvisamente il 16 giugno 2010 Corso Salani all’età di 49 anni, mentre passegiava con la moglie sul lungomare.Regista sceneggiatore e attore italiano. Il suo stile era un connubio tra documentario e finzione. La sua opera prima la fece nel 1989 “Voci d’Europa”. Nel 2009 il suo ultimo film “Mirna”

Lui indossava i suoi film! Viveva di film!Si portava dentro sembre quello sguardo sulla realtà, del tutto originale. Corso sosteneva che le macchine(la camera) sono solo dei mezzi, quello che conta sono le emozioni!(come non condividerlo!!!)

Ed ora per chi non avesse mai avuto modo di conoscerlo consiglio di andarsi a vedere i suoi film!

Addio Corso!

Patricia

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10 regole per l’attore di Metodo

“Recitare è la capacità di reagire a stimoli immaginari e ci vogliono due requisiti : sensibilità non comune e intelligenza straordinaria per comprendere l’animo umano”Strasberg

“la memoria emotiva è all’origine di ogni opera d’arte…” Strasberg

Iniziamo con le prime 10 regole:

1 La concentrazione per l’attore è fondamentale per acuire tutti i sensi: il tatto, il gusto, l’odorato e i sensi motori(ha bisogno di essere allenata con l’aiuto di esercizi specifici)

2 Meccanismo del sè creativo, essenziale per aiutare l’attore a rendere  glie elmenti di scena “falsi” come veri ponendosi delle domande come: Se fossero veri…farei così…mi comporterei così….” Ma il sè creativo ha un limite: porta a volte l’attore a ragionare allontanandolo dal RICREARE e dunque lo porta ad una simulazione, ad imitare. Dunque non sempre funziona come meccanismo o comunque non per tutti! (solo con esercizi specifici e frequenti si può capire se è utile al proprio percorso d’attore)

3 Memoria emotiva: è la propria memoria che riaffiora con l’aiuto dei 5 sensi.Ognuno deve essere consapevoli delle proprie fonti di esperienza per la propria creatività( e unicità) con lo scopo di crescere come artista.

Ci si aiuta ad esempio per ricreare un emozione, positiva o negativa, attraverso il ricordo di quel preciso oggetto che tenevamo in mano mentre discutevamo, oppure la poltrona su cui eravamo seduti.

4 Per un attore non basta vivere una parte per una volta sola e poi rappresentarla molte altre volte. Deve  viverla ogni volta!

5 gli sturmenti dell’attore sono: la voce, il suo corpo e le sue emozioni(i suoi ricordi, il suo vissuto). L’attore non deve esercitare solo i suoi “mezzi tecnici” ma anche i suoi mezzi”interiori“. Ci sono specifici esercizi per allenare la fantasia, la concentrazione, la memoria emotiva, l’emozione in se. Importante è il training per una ttore che mira a raggiungere una totale padronanza sia dei emzzi tecnici sia del saper raggiungere facilmente ogni tipo di emozione.L’attore deve essere totalemnte consapevole di quello che sta facendo

6 L’attore deve Ricreare e non immaginare. L’abilità di ricreare è supportata d esercizi di sensoriale(attraverso i sensi)

7 L’attore non deve fingere di pensare, ma deve pensare veramente ( a volte non importa a cosa)

8 Il rilassamento è essenziale per l’attore, per il suo corpo e la sua mente. Bisogna liberarsi dalla leziosaggine delal tenzione

9 l’attore deve saper creare delle emozioni. Deve comunicare. Deve esprimere l’esperienza comunicando intensità

10 L’improvvisazione è essenziale per la ricerca del personaggio da interpretare. E’ un aprticolare processo di pensiero e di reazione, aiuta a scoprire il comportamento e l’atteggiamento logico del personaggio senza restare ancorato alla battuta.. E’ necessario epr la spontaneità della scena. L’imprvvisazione non consiste nell’improvvisare aprole, ma nella ricerca di stati d’animo ed emozioni. Creare e ricreare emozioni.

Una sintesi in 10 punti che proseguirà presto con altri 10 punti!

Il metodo Strasberg può aiutare l’attore lì dove non riesce. Non è l’unica possibilità. Ma è uno strumento in più.

Patricia

(se i registi Italiani anche i più giovani capissero che è fondamentale la bravura di un attore nei loro film,o cortometraggi allora finalmente anche in Italia avremmo la figura dell’ACTING COACH!)

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10 cose da fare per scrivere un documentario

Avete una gran voglia di scrivere un documentario?magari il vostro primo documentario? Beh preparatevi perchè è un bella sfida! Scrivere un documentario è ben diverso che scrivere una fiction o un film. ecco alcune regole che vi possono aiutare nel vostro desiderio:

1 fare i sopralluoghi prima di scrivere può essere di grande aiuto(a  volte è però una spesa)

2 documentarsi al meglio sull’argomento da affrontare(internet, amici, articoli, contatto diretto ecc ecc)

3 la scrittura, il soggetto, del documentario non deve essere una “gabbia” non deve essere mai vincolante. E’ consigliabile usare il condizionale (spolverate la gramamtica in caso di dubbio:-))

4 Il documentarista deve avere un grande orecchio. Deve ascoltare la realtà che lo circonda

5 Meglio avere una bella vivacità intellettuale( leggere, vedere film, documentari, mostre ecc ecc)e non stare chiusi dentro se stessi!!!

6 la scrittura deve essere una griglia aperta, visto che le realtà sono tante e in continuo movimento( e non una sola)

7 la verità non è mai una. Dipende sempre dal punto di vista(inutile rincorrere l’oggettività. non esiste)

8 Nel trattamento(sceneggiatura senza dialoghi) vi deve sempre essere un chiaro percorso narrativo

10 bisogna scrivere per immagini: devo visualizzare ciò che scrivo

Prima di cimentarsi nella scrittura bisogna fare una scelta. Cosa raccontare?

Bisogna riflettere sulla “raccontabilità” di una storia. Quelli che sono più facilemnte raccontabili sono i temi universali, ma si può rischiare la banalizzazione. Come evitarlo? inserendolo sempre in un contesto preciso e dandogli uno sgardo personale e un punto di vista. Anche nei documentari(proprio come nelle sceneggiature dei film) ci deve essere un conflitto dramaturgico, un suo percorso evolutivo.

Inoltre ricordatevi che un soggetto deve essere di almeno 2 cartelle.In un soggetto bisogna metterci il contesto, la descrizione dei personaggi i luoghi in cui avviene la storia, qualche azione che ci descriva la situazione Dopo il soggetto vi è il trattamento (sceneggiatura senza dialoghi)ed é lo sviluppo del soggetto che può arrivare a 20/30 pagine.Qui va inserito anche lo sguardo del regista, il taglio registico, lo sile e nel caso si sappia, anche i nome di chi intervisteremo. Nel caso del documentario è difficile scrivere un finale ma si possono scirvere delle ipotesi di finale!

Vi sconsiglio documentari su: DINOSAURI; FANTASMI; VAMPIRI ( e Capo del governo!!!):-P

E allora buon lavoro e divertitevi 🙂

Patricia

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Le quattro volte: A Cannes sorprendono le capre

Frammartino realizza come opera seconda un film-documentario davvero particolare. Lo definirei antropologico e filosofico.

Apparentemente può sembrare un documentario, ma in realtà vi è una narrazione. Fa pensare a Pitagora. Alla rincarnazione dell’anima nei suoi elementi. La vita animale, rappresentata dalla nascita e dalla morte di una capretta e dalla morte del vecchio pastore. L’elemento minerale rappresentato dalla affascinante trasformazione del legno in carbone. La natura rappresentata dall’albero della cuccagna. Ma forse questo film andrebbe proprio spiegato con le sue parole:

Abbiamo in noi quattro vite successive, incastrate l’una dentro l’altra. L’uomo è un minerale, perché ha in sé lo scheletro, formato da sali e da sostanze minerali; attorno a questo scheletro è ricamato un corpo di carne, formato di acqua, di fermenti e di altri sali. L’uomo è anche un vegetale, perché come le piante si nutre, respira, ha un sistema circolatorio, ha il sangue come linfa, si riproduce. E anche un animale, in quanto dotato di motilità e di conoscenza del mondo esterno, datagli dai cinque sensi e completata dall’immaginazione e dalla memoria. Infine è un essere razionale, in quanto possiede volontà e ragione. Abbiamo dunque in noi quattro vite distinte e dobbiamo quindi conoscerci quattro volte. Il nostro motto deve essere quello del frontone del Tempio di Delfi: «Conosci te stesso»; questo è l’ABC di ogni speranza.”

Un film senza parole, solo immagini. Eppure nella calma di quel paesino ci si perde e ci si rilassa.E addirittura seppure qualche sbadiglio può sfuggire a tratti si fanno delle sane risate.

Davvero un bel film!

Patricia

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Humpday: amicizia e sessualità

Eccoci in casa di una bella coppia di sposini, con una bella casa, la macchina e il desiderio di un pargoletto. Tutto perfetto. La coppietta innamorata si scambia continue parole d’amore, in ogni dialogo in ogni telefonata( il che innervosisce un po’….):-)

Ma poi finalmente qualcosa cambia. Un’amico apparentemente scapestrato, compagno di università, porta scopiglio o forse semplicemente aria…

Ben e Andrew si ritrovano dopo anni e si accorgono di essere molto diversi.

Andrew il più “artista” coinvolge Ben in un party del tutto insolito per il povero Ben che seppure prova a scapigliarsi e a tirar fuori la camicia non sembra integrato. Eppure…l’alcool aiuterà la serata fino a decidere di fare un video artistico…anzi un video porno.

Un film tutto parlato. Quasi sempre in interni. Si vede che gli attori improvvisano, non vi è una vera sceneggiatura probabilemte. I dialoghi spesso calano, non sono sempre interessanti. Ma alcune scene, come quella nella cucina in cui Andrew sbadatamente confida la loro idea di girare uan scena porno tra di loro(ovvero avere un vero rapporto sessuale tra amici davanti alal videocamera)alla dolce e precisa mogliettina…beh riesce molto bene. Bravi gli attori. Peccato il dioppiaggio di Lillo e Greg, che adoro come comici ma che come doppiatori non sono all’altezza e appesantiscono il film.

Di sicuro un film in cui si fanno delle belle risate.Niente di più.

Qualcosa non funziona…..e non solo nel film…anche nella loro “scena di sesso”.

Humpday nasce nell’ambito del movimento indipendente “Mumblecore” (film a bassissimo costo sui rapporti fra i trentenni americani) e questo è la cosa che lo rende interessante. Un buon motivo per andarlo a vedere.

Patricia

(le foto sono state scattate dal cellulare, il mio!)

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