Archivi del mese: marzo 2012

Cesare deve morire e se lo dicono i Taviani

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Cesare deve morire è l’ultimo film dei coraggiosi e ancora una volta rivoluzionari fratelli Taviani!

Vincere l’Orso d’oro del Filmfest di Berlino non è cosa di tutti i giorni ma loro ci sono riusciti perchè hanno avuto coraggio.

Portare l’opera di  Shakespeare nel carcere di rebbibia e far recitare non attori, ma gli stessi detenuti rende magico questo film che poi  è anche un documentario.

Infatti mentre si segue l’opera di per se bella arricchita dal dialetto di ognuno di loro, ci si sofferma molto nell’osservare le lore celle, i loro corridoi, i rapporti tra i detenuti e il teatro.

l film è girato all’interno della sezione di massima sicurezza del carcere, nel quale sono reclusi i colpevoli di reati particolarmente gravi: omicidio, criminalità organizzata, traffico di stupefacenti. Molti di loro non usciranno mai di lì, qualcuno invece è già uscito.

Molto bella la fotografia di Simone Zampagni gioca fra colore e bianco e nero!

Un film che emoziona molto. Emozionano i loro volti, l’opera di per sè e l’atmosfera.

Ancora una volta ci hanno regalato un bel film d’autore e forse anche qualcosa di più…

Patricia

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di | 29 marzo 2012 · 20:10

Il Provino di Elio Germano nel ruolo di Pietro Ponte nel Film appena uscito “Magnifica Presenza” di Ferzan Ozpeteck

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di | 21 marzo 2012 · 13:31

Polisse: basta abusi sui minori

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Polizia, il titolo può non entusiasmare…sembra il titolo di una fiction Rai ma non lo è!

Un film che ha il coraggio di parlare degli abusi sui minori. La squadra protezioni minori .

Vincitore del premio della Giuria a Cannes, un film forte ed emozionante.

L’aspetto che mi ha colpito del film è il fatto che  mostra  uomini e donne umanamente incapaci nel loro quotidino dei contatti umani ma che poi hanno un estrema   delicatezza nei confronti dei “loro” bambini.

In questo film tra le attrici c’è anche la regista nel ruolo di Melissa la fotografa.

Le giornate dei poliziotti della squadra parigina dell’Unità di Protezione dell’Infanzia li vedono impegnati in casi terribili spesso simili, di bambini abusati o abbandonati e tocca aloro il duro compito di trovare una soluzione meno indolore per le piccole vittime.

Un film che sorprende e che non ti permette un attimo di distrazione. Commuove di sicuro.

Ma qualcosa non mi ha convinto…forse un po’ troppo lungo…forse un po’ troppo lento…

Patricia

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Quasi amici un gran film!

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Quando essere umani va oltre il fatto di essere uomini,quando l’intelligenza di una persona supera qualsiasi barrirera e pregiudizio: questo è quasi amici

A seguito di un gravissimo incidente di parapendio, Philippe, ricco aristocratico, assume come aiuto domestico Driss, un giovane di periferia

Driss è povero, è nero ed è appena uscito dal carcere, tutte caratteristiche che fanno  torcere il naso ai parenti di Philippe. Ma lui vede oltre. Ha davanti a sè la prima persona che non lo compatisce, Driss è l’unico a vederlo ancora come un essere umano. Un uomo che pur se bloccato su una sedia a rotelle può ancora vivere e soprattutto amare e divertirsi.

Un film mai banale e mai volgare, che con intelligenza e ironia affronta un tema difficilissimo. Potrei definirlo persino un film divertente oltre che toccante. Pieno di freddure come “Sai dove si trova un tetraplegico?…dove lo hai lasciato” che decontestualizzate potrebbero sembrare atroci, ma nel film mostrano la complicità e la forza della loro amicizia.

Un film da consigliare un vero amico. Un film che insegna la lealtà e a sdramamtizzare l’handicap.

Un film che dopo ti fa stare meglio!

Patricia

 

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