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Baciami Ancora: Non scappi ci sei anche tu!

Lo dico io che Gabriele Muccino è una garanzia!

Nel 2001 ci deliziò e ci fece paingere con L’ultimo Bacio il film che portò al successo Muccino.

Dopo 10 anni, e una serie di successi, torna con Baciamo ancora il seguito dell’Ultimo bacio.

Sconvolgente il realismo di Muccino: non si scappa in qualcuno dei suoi personaggio ci si ritorva, persino in più di uno. Impossibile trattenersi le lacrime. Ancora una volta si nota anche quanto conta la direzione degli attori da parte del regista.Uno dei punti forti di Gabriele Muccino, molto raro per i registi italiani, è proprio il suo lavoro con gli attori: sono tutti(o quasi) molto bravi.

Baciami ancora è proprio un film sulla vita di tutti i giorni e sulle possibilità che ci offre. Si può dire che è un film sull’amore in tutte le sue sfaccettature. Un film dei nostri giorni, che racconta i nostri malesseri, le nostre paure, l’incertezza.

Ho visto questo film al Politecnico Fandango, un cineclub di Roma molto carino. La tessera costa 2 euro e vale un anno. E se non amate andare in sale molto piene, ve lo consiglio, è una sala un po’ nascosta e lo conoscono in pochi(anche se forse il vero motivo è che nopn c’è parcheggio!).Di certo troverete il biglietto!:-)

Altro consiglio: non andateci con corteggiatori, fidanzatini, compagni, storielle…no andateci con un’amica/o lasciatevi travolgere e piangete! Se finite a vedere questo film con il vostro compagno è “litigata di sicuro”.

Mentre si vede il film si rimugina sul proprio passato, sui propri ex, sui propri errori e su ciò che provate ora…e se accanto a voi non avete l’amore della vostra vita rischiate , dopo il film, di essere incavolate nere:-)

E la canzone di Jovanotti?quella che da giorni tutte le donne cantano: Le donne che lavorano, che studiano, che sono in macchina e la sentono alla radio “Baciami ancora” la intonano, la cantano e si emozionano…mentre i loro compagni sbuffano?inutile aspettarla…è la classica canzone dei titoli di coda.Che delusione eh!Sei lì presa dal film e dici”ecco ora parte la canzone” e invece nulla. Bisogna sperare di essere in una sala di gente educata che rimane seduta ai titoli di coda per godersela…altrimenti emoziona di più sentirsela per radio!

Ah al politecnico non ci sono pop corn ma a due passi ci sono 2 bistrot uno più buono dell’altro!

Patricia

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Avatar: 10 cose che ho capito della trama

1. La trama di Avatar – per quanto ci ho capito io – riprende lo schema dei vecchi western americani. Pero’ all’incontrario.

2. Stavolta i buoni sono gli indiani. I pelle rossa? No, i musi blu. E i cattivi sono i colonizzatori. Quelli rosa, insomma.

3. Tutta la storia e’ ambientata sul fichissimo pianeta Pandora, pieno di animali cosi’ improbabili che neanche se il Creatore si fosse fatto un cilum prima di assemblarli sarebbero usciti fuori cosi’. Proprio come e’ successo a me per assemblare questa frase.

4. I simpatici terrestri stanno facendo un gran casino su Pandora perche’ c’hanno bisogno di una roba che si chiama Obtanium. E’ uno strano minerale. Non abbiamo ben capito a cosa ci serve. Ma ci serve. (A me adesso invece servirebbero un paio di calzini puliti, ma Dio solo sa dove li ha cacciati Patricia).

5. Il pianeta e’ ambientato da nanerottoli blu saltellanti come ballerini di Mariadefilippi, detti Navi. Simpatici a vederli, ma decisamente incazzosi e un po’ permalosetti. Provate a dargli fastidio e vi sparano contro delle frecce decisamente piu’ alte di loro.

6. Per convincerli a mollare senza troppe storie ‘sto minerale prezioso gli umani si inventano gli Avatar, dei robottini con le stesse fattezze dei nanerottoli blu capaci quindi di mescolarsi con loro senza essere trapanati dalle loro lance.

7. Dentro un coso di questi ci finisce un certo Jake Sully, ex-marine sulla sedia a rotelle che grazie al robottino ricomincia a sentirsi utile per la societa’ degli uomini rosa e cattivi.

Da qui in poi comincio a spoilerare di brutto. Quindi, se non avete ancora visto il film, fuggite!

8. Dicevamo, sembra che il piano per grattar via tranquillamente l’obtanium funzioni. Gli omini blu se la bevono e trattano gli avatar da amici. Pure troppo.

9. Jake comincia ad appassionarsi alla vita dei puffi alieni. Soprattutto alla vita di uno dei puffi. Anzi, di una puffa, che si fa chiamare Neytiri. Molto caruccia, pure troppo anche lei.

10. Come tutte le femminucce che si rispettino – finira’ per buttare paranoie a vagonate su Jake , che finira’ per dimenticarsi della sua vera missione e rischiera’ di finire in men che non si dica in cassa integrazione.

Allora… Adesso ci aveta capito qualcosa di piu? 🙂

Michel

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ROMA CITTA’ APERTA

E no, di certo non si può fare una recensione di questo film!Non mi sento di certo all’altezza!Un capolavoro simbolo del neorealismo che non ha euguali!

Ieri sera sono tornata all’azzurro scipioni(come si è capito è il mio cineclub preferito) e me lo sono rivisto in santa pace(in sala eravamo in 9, favoloso)!

Mentro scorrevano le immagini di questa pellicola storica, riflettevo sulla bellezza del film e sul fatto che fu fatto con pochissimi soldi, pochissimi mezzi e con la pellicola scaduta!Si però che attori…da brivido!

E pensare che Aldo Fabrizi era di destra…e qui interpreta Don Morosini alla perfezione!E che dire di Anna Magnani? ogni volta che lei era in scena…non so come dire..è piena di vita, di energia, da duemila pensieri al personaggio, la rende così vera che più vera non si può!Inimitabile!

Mi chiedo ma  gli attori che nei film interpretano i nazisti li scelgono in base alla faccia?incredibile ma hanno tutte delle facce durissime(no le parolacce non le dico:-), sono perfetti!

Un film che ti riempie di emozioni in ogni scena…lasciandoti senza parole!

Dopo aver visto film come questi si resta storditi e molto pensierosi!

Per alleggerire il tutto i sono andata a mangiare una crepes(nutella e crema) a Piazza Risorgimento (zona San Pietro)e devo dire che meritava!

Ho ancora gli occhi della Magnani che urla “Francesco” davanti a me, non per niente questo film vinse a Cannes e questa scena divenne un simbolo del neorealismo, possiamo dire che è una scena che resterà per sempre nell’immaginario collettivo!

Non ci posso credere che i Francese lo premiarono e gli Italiani lo criticarono….anzi ci posso proprio credere!!!!!

Ah la cosa più bella è stata non avere Michel accanto che si appolipava, che rilassatezza!Film come questi vanno visti con persone serie….Dai Michel non te la prendere su ,un po’ mi sei anche mancato (questa è una “caduta di stile” va be va:-))

Ps: Michel la foto me la mette piccola, se invece di girare sulle punte mi dessi una manoooo….

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MATTI DA SLEGARE(Italia 1976)

Guardando il sito dell’Azzurro Scipioni mi sono accorta che davano”matti da slegare” il film documentario di Silvano Agosti!Allora mi sono detta: lo devo vedere!Ho chiamato uno dei miei amici storici, quelli che si conoscono fin dall’infanzia e che non ti deludono mai e siamo andati!

Appena arrivati al cineclub subito si respirava una bella atmosfera. Dietro al bancone c’era proprio lui: Silvano Agosti. Energico e pieno di vita che chiacchierava con il gruppetto di pubblico che li a pochi minuti sarebbe entrato in sala. Anche io e il mio amico ci siamo messi ad ascoltare ma quasi subito ecco la sorpresa: entra un amico di Silvano Agosti e lui gli dice “Ehi perché non gli fai sentire un sonetto di Shakespeare”Il signore con la sciarpa rossa e il cappello nero senza batter ciglio si è avvicinato a noi e con totale semplicità ha cominciato a recitare divinamente un sonetto di  concludendo dicendo”presto li metterò su youtube”Fantastico!Ero li all’Azzurro Scipioni con Silvano Agosti e avevo appena sentito recitare benissimo Shakespeare!

Ormai le 20:00 i film delle due sale stavano per cominciare, ma un ragazzo sbofonchia”che fame” allora Silvano Agosti gli dice”vatti a fare una pizza da Vito il mafioso” che ti aspettiamo per far partire il film, intanto ai ragazzi(che eravamo io e il mio amico, visto che nella nostra sala saremmo stati solo in 3) gli faccio vedere un piccolo corto.

Il corto era davvero piccolo….due fiammiferi che una volta accesi a suon di musica sembravano trasformarsi in due ballerini, molto carino!Appena tornato il ragazzo il film è cominciato!

Il titolo dice tutto.”Matti da slegare” cioè i malati mentali sono persone legate ma per curarli bisogna liberarli, slegarli!

Il film ci fa capire che spesso l’origine delle malattie mentali è legata ad origini sociali!Ci racconta per prima la storia di Paolo, un bambino che vive solo con la mamma e la nonna malata, un padre sparito di cui conosce solo il nome e una scuola che non riesce a gestirlo!Un bambino che potremmo definire bonariamente”pestifero” ma che nasconde problemi di socializzazione.Ma di certo è tutt’altro che matto da subito si vede la sua intelligenza.

Toccante è anche l’intervista ad una signora che parla quasi solo dialetto, per cui non sempre facile capirla, che racconta di essersi separata da un marito che beveva fin troppo e di avere una figlia che “si è data alla vita”!La sua una vita difficile, che non le ha dato mai momenti di felicità.

La parte che resta ancor più nel cuore è quando una signore vissuto per decenni in un manicomio ci racconta una storia “ ero buttato su una brandina, davanti a me a pochi metri c’erano tre infermiere, dietro di loro una stanza con la porta chiusa. Da li proveniva una voce che urlando diceva”aiuto, aiuto, aiuto” ho sentito quella voce per uno ora, e come la sentivo io la sentivano loro. Allora mi sono alzato e mi sono  avvicinato dicendogli”ma che ce l’avete a fare quel grembiule bianco?non sentite che c’è un ragazzo che urla aiuto?” in manicomio se cerchi di aiutare qualcuno sei finito: mi hanno picchiato a sangue, non riuscivo più a respirare non sentivo più il mio stomaco, per loro ero matto!”

Beh seduta al gelo della mia poltroncina dell’azzurro scipioni mi sono sentita un colpo al cuore!Ma non è l’unica scena che ti lascia con questa sensazione.

C’è anche un intervista fatta sempre da Agosti, belloccio e Rulli a quattro donne vissute per 35 anni nel manicomio che per anni(circa 4) sono state tenute legate giorno e notte. Ed ora all’età di 60 , 70 anni circa sono libere, ma hanno paura di uscire di casa!Una di loro, ci racconta che riesce a fare il giro della piazza e che le sembra bellissimo!

Un attimo di respiro si tira quando si va in fabbrica con gli operai, dove sono stati inseriti dei ragazzi con al sindrome di Dawn e altre malattie. Un operaio molto simpatico e dallo sguardo buono racconta la bellezza e la fortuna di lavorare con questi ragazzi che danno tanto e che da quando stanno li hanno fatto progressi incredibili!Addirittura uno di loro ha cancellato sul calendario il sabato e la domenica perché non si lavoro. L’operaio ci spiega” per lui la vita è qui, e il sabato e la domenica non sta qui quindi si annoia e soprattutto si ritrova in una società che non lo aiuta e non lo capisce”

Un film documentario che secondo me va visto. Girato in 16 mm con pochissimi soldi e mezzi e tantissima passione!Con grandi nomi come Agosti, Belloccio, Rulli e Petraglia! Finito il film con gli occhi lucidi io e il mio amico siamo usciti dalla sala e Silvano ci ha chiesto”allora?piaciuto” inutile ripetere la mia risposta!

Poi ha raccontato che tempo fa volevano fargli chiudere il cineclub, per altro è una sala parrocchiale, proprio per la scelta di alcune pellicole. Ma per fortuna con l’aiuto di qualcuno che nemmeno lui sa chi è, e la simpatia di un prete, il cinema resterà aperto per almeno altri vent’anni, almeno questo è il suo contratto!Poi anche a noi ci ha consigliato la pizza da Vito il mafioso(ci si chiama lui così per scherzo).

Presi dalla serata, seppure senza fame siamo andati. Appena arrivati abbiamo chiesto”Vito il mafioso?” “si sono io ed eccovi un tavolo per voi”. Mangiando una pizza e parlando del film poco dopo entra Silvano con il ragazzo del pubblico che guardava il film e tutti insieme abbiamo ancora scambiato due parole!Poi ci ha salutato dicendoci “ricordatevi sempre che siete dei capolavori!”Favoloso!Avete mai visto un regista che dopo il film mangia la pizza con dei ragazzi del pubblico?Un mito!semplicemente unico! Il film si vende all’Azzurro Scipioni, e da pochissimi giorni a 3 euro Silvano ha fatto una guida dei film che proietterà nei prossimi 6 mesi. Vi consiglio di andare il lunedì, conoscerete lui e vi assicuro ne vale la pena!

Patricia

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“Soul Kitchen”

Pensavate che ad Amburgo girassero solo fiction crucche… E invece no… Pensavate che per Amburgo girasse solo la BMW 720 color cacarella metallizzato con gli interni in pelle con dentro l’Ispettore Derrick… E invece no. Per le vie di Amburgo – invece – scorrazzano anche immigrati greci… Poco di buono che combinano davvero poco di buono… Cuochi un po’ folli che cucinano invece molto di buono. Integerrime esattrici delle tasse amanti del sesso alla pecorina… Ma anche strani punkabbestia amanti della musica soul.

Il film parte bene… ritmato… incalzante. Come sapete, nel cinema i preliminari sono importanti. Poi pero’ si perde un po’ per strada nella parte centrale… Il tutto riparte dopo l’inizio del secondo tempo… I protagonisti finalmente trovano una missione da compiere… una tardiva iniziezione di Viagra… E le nostre lingue sono gia’ in posti dove non dovrebbero esssere.

Visto al Giulio Cesare di Roma… Dopo aperitivo super espresso nel locale fighetto proprio accanto… Molto buone le polpettine speziate di cavolo e verza… Per me una coca… per Patricia un Bellini… lasciato a meta’. La prossima volta vedi di finirlo! Non pensi ai bimbetti che vivono in Africa? Sai cosa farebbero loro per mezzo bicchiere di prosecco? E poi – cazzo – 7 euro buttati al vento!

Per una recensione piu’ accurata, aspettate che si decida a scriverla Patricia. Adesso non puo’. E’ chiusa nel cesso. E Dio solo sa quando uscira’ di li’.

Michel

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“IL RICCIO”

Ed eccomi in sala pronta a vedere “Il Riccio“, il mio primo film di cui parlerò su questo Blog!

In un condominio di lusso francese vive la portinaia Renèè, interpretata dalla bravissima Josiane Balasko.

Donna apparentemente trasandata e scontrosa che riveste (vuole rivestire) perfettamente lo stereotipo della “portiera”, ma che in realtà nasconde un animo gentile e uno sconfinato amore per la lettura(ha una biblioteca invidiabile).

Le uniche due persone che si accorgono di questa sua  maschera sono: Palomà (Garace le Guillermic) unidicenne figlia di una famiglia borghese che detesta, con genitori assenti e madre depressa. Unico desiderio di palomà è di non diventare come i genitori quidi al compimento dei 12 anni suicidarsi! E Il Sig Ozu( Togo Igawa) nuovo inquilino di cultura e fascino.

Tratto dal romanzo “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery un libro divenuto un best seller!Un libro che appena uscì si vedeva nelle mani di tutti. Ce lo avevano tra le mani alla fermata dell’autobus, ma anche sui treni e si scorgeva sui comodini delle case.

Impegnativa dunque la trasposizione cinematografica. Come non deludere i lettori?

Ci pensa la giovane regista esordiente Mona Achahe che riesce a conservare l’eleganza e la delicatezza del romanzo.

Ma parliamo di Joisiane Blasko nei panni di Renèè. Un interpretazione piena di spessore. E’ sempre dentro al personaggio, per tutto il film. Piena di sottotesti di pensieri emozioni, sensazioni, imbarazzo.

Tante le scene che viene voglia di rifare:

Le sue attese davanti all’ascensore prima di salire a cena dal Sig Ozu che fanno trasparire tutto il suo imbarazzo, il timore di essere vista dagli  altri inquilini, ma anche il piacere di uscire dalla quotidianità. Come fa a rendere così bene queste sensazioni senza far nulla? Credo che questo sia davvero un esercizio di recitazione per tutti coloro che studiano per diventare attori, o anche per chi si vuole tenere in allenamento o semplicemente divertisi!

Il film ha anche dei momenti di comicità.

Comica è la scena in cui Renèè si trova nel sofisticato bagno”alla giapponese” del Sig Ozu…certa è la risata!

Brava anche la bambina, dall’aspetto angelico ma con un cinismo e una determinazione non indifferenti.

Allora vi consiglio di non sbacciuchairvi tutto il tempo durante il film(va be qualche bacietto è ammesso:-)), perchè vale la pena di vederlo, seppur non è un capolavoro…magari andateci con amici 😛

Patricia

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