Archivi del mese: gennaio 2010

Baciami Ancora: Non scappi ci sei anche tu!

Lo dico io che Gabriele Muccino è una garanzia!

Nel 2001 ci deliziò e ci fece paingere con L’ultimo Bacio il film che portò al successo Muccino.

Dopo 10 anni, e una serie di successi, torna con Baciamo ancora il seguito dell’Ultimo bacio.

Sconvolgente il realismo di Muccino: non si scappa in qualcuno dei suoi personaggio ci si ritorva, persino in più di uno. Impossibile trattenersi le lacrime. Ancora una volta si nota anche quanto conta la direzione degli attori da parte del regista.Uno dei punti forti di Gabriele Muccino, molto raro per i registi italiani, è proprio il suo lavoro con gli attori: sono tutti(o quasi) molto bravi.

Baciami ancora è proprio un film sulla vita di tutti i giorni e sulle possibilità che ci offre. Si può dire che è un film sull’amore in tutte le sue sfaccettature. Un film dei nostri giorni, che racconta i nostri malesseri, le nostre paure, l’incertezza.

Ho visto questo film al Politecnico Fandango, un cineclub di Roma molto carino. La tessera costa 2 euro e vale un anno. E se non amate andare in sale molto piene, ve lo consiglio, è una sala un po’ nascosta e lo conoscono in pochi(anche se forse il vero motivo è che nopn c’è parcheggio!).Di certo troverete il biglietto!:-)

Altro consiglio: non andateci con corteggiatori, fidanzatini, compagni, storielle…no andateci con un’amica/o lasciatevi travolgere e piangete! Se finite a vedere questo film con il vostro compagno è “litigata di sicuro”.

Mentre si vede il film si rimugina sul proprio passato, sui propri ex, sui propri errori e su ciò che provate ora…e se accanto a voi non avete l’amore della vostra vita rischiate , dopo il film, di essere incavolate nere:-)

E la canzone di Jovanotti?quella che da giorni tutte le donne cantano: Le donne che lavorano, che studiano, che sono in macchina e la sentono alla radio “Baciami ancora” la intonano, la cantano e si emozionano…mentre i loro compagni sbuffano?inutile aspettarla…è la classica canzone dei titoli di coda.Che delusione eh!Sei lì presa dal film e dici”ecco ora parte la canzone” e invece nulla. Bisogna sperare di essere in una sala di gente educata che rimane seduta ai titoli di coda per godersela…altrimenti emoziona di più sentirsela per radio!

Ah al politecnico non ci sono pop corn ma a due passi ci sono 2 bistrot uno più buono dell’altro!

Patricia

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A Single Man: una immensa storia d’amore


A Single Men
I sentimentali violini nel sottofondo che “scattano” sul più bello “stuccano”, si decisamente rovinano l’emozione!Come alcune scene, eccessivamente patinate ma ch’è un grande MA….che attori ragazzi!!!!
Colin Firth indossa perfettamente i panni di George un professore Gay distrutto dalla perdita del suo più grande amore, il suo compagno.Julienne Moore interpreta invece l’amica del cuore depressa e da sempre innamorata di lui!
LA SCENA PIU’ BELLA: La serata a casa di Julienne!La loro conversazione è degna di un grande film!Lei fin da subito ci comunica la sua intenzione. Il suo sguardo non è da amica, e non fa nulla(se così si può dire)e lui George ci comunica l’imbarazzo, ma anche la determinazione! Poi c’è nella stessa scena lo sfogo di lui e la confessione di lei….meravigliosi!
La regia ahimè non mi sembra aggiunga nulla…e poi dove erano gli anni 60? forse nel trucco degli studenti(esse)?non so!
Ho visto oggi questo film al cinema Eden di Roma. Un cinema che adoro, soprattutto per la programamzione. La sala era pienissima. Due file davanti a me c’era anche Bonolis che però nessuno ha notato, o semplicemente come ho fatto io, nessuno ha salutato!Le nuove poltrone dell’Eden(se non lo sapete hanno ristrutturato quest’estate)sono belle e comode, si riesce anche a poggiare la testa e non si ha mai qualcuno davanti che non ti permette di vedere il film!
Ovviamente mi sono presa pure i pop corn, che ho scoperto costano meno in questo cinema di altri…c’è anche al confezione da 2 euro 🙂
E poi aggiungo un consiglio: all’Eden andateci di inverno perchè d’estatae mettono l’aria condizionata così alta che invece di Bonolis ci trovate i pinguini e forse anche l’orso polare 😉
Ovviamente Patricia

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Il vostro partner vi tradisce? 10 domande per capire se e’ andato a farsi la sua amante facendovi credere di essere andato al cinema col suo migliore amico

  1. LEI:”Cosa sono quei blillantini sulla tua giacca?”
    LUI:”Non sono brillantini… sono un nuovo tipo di popcorn dietetici… e che si vedono anche al buio!”
  2. LEI:”Com’era il film”
    LUI:”…Carino” (un giudizio eccessivamente superficiale e’ chiaro sintomo di corna in arrivo)
  3. LEI:”Com’era la trama”
    LUI:”…Mmm…” (una risposta che inizia con un Mmm e’ quantomeno sospetta)
  4. LEI:”Dove hai parcheggiato”
    LUI:”…Davanti al cinema!” (vi sfido a trovare un parcheggio in centro a meno di mezzo chilometro di distanza dalle sale)
  5. LEI:”Perche’ hai la maglietta al contrario”
    LUI:”Perche’?  Non puoi capire che caldo facesse nel cinema!”
  6. LEI:”Perche’ indossi delle mutande da donna”
    LUI:”Un gadget! Si… le regalavano all’uscita della sala ed ho voluto provarle!”
  7. LEI:”Ma chi e’ che ci recita in quel film?”
    LUI:”Come… chi ci recita? Ci recita quello li’ alto… bello… e poi quella li’ moretta… piccolina… con due occhi e un naso…”
  8. LEI:”Dove eravate seduti”
    LUI:”Dietro… molto dietro… in fondo”
    LEI:”E perche’?”
    LUI:”Sai com’e’… il mio migliore amico e’ ipermetrope…”
  9. LEI:”Com’era il 3D?”
    LUI:”Decisamente… Realistico, diciamo… A volte avevo proprio l’impressione di TOCCARE il corpo della protagonista”
  10. LEI:”Perche’ profumi come una puttana d’alto bordo?”
    LUI:”Colpa del film… Dallo schermo adesso escono anche gli odori! Il film era in odorama!”

Michel

2 commenti

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IL GIORNO PIU’ LUNGO:IL PROVINO

consigli per il giorno del provino:

  • Vi consiglio di mettere la sveglia un ora prima del solito altrimenti arriverete al provino con i segni del cuscino sul viso!
  • Appena svegli bevete un bicchiere d’acqua e poi andate di corpo; vi assicuro che fare un provino col mal di pancia è terribile!
  • Stiratevi, sgranchitevi…rilassatevi (e non vi riaddormentate!)
  • E’ arrivato il momento di lavarsi: una doccia lenta e rilassante (se avete seguito il consiglio n.1), non usate tinte nuove… andare al provico coi capelli fosforescenti potrebbe creare qualche problema all’operatore!
  • No no non prendete i soliti jeas perchè sono comodi: oggi vi tocca l’abito bello, quello pulito stirato e profumato, ma scomodo! Se bello vuoi apparire… Soffri, soffri, soffri! Importante: indossatelo all’ultimo momento pericolo macchieeee! E non vi mettete maglioni a righe o gonne a righe: in video vengono malissimo!
  • Se adottate il metodo Starsberg sapete come concentrarvi: 20 minuti di sensoriale (ma chiudete le finestre altriementi se i vicini vi vedono crederanno che siate impazziti).
  • In tutto ciò dovete ripassare la memoria: mentre vi fate la doccia, mentre vi vestite. Non accedete il cellulare… non leggete le mail … niente… nemmeno questo blog… concentratevi e ripassate la memoria.
  • Qualunque mezzo usiate (auto, moto, bus, tram, metro, navi, aerei, elicotteri privati) arrivate in anticipo, fatevi un giro del palazzo, prendetevi un caffè, e poi andate.
  • Siete dentro: davanti a voi una fila di bellissime ragazze (e ragazzi). No, non vi deconcentrate, non è lo struscio. E’ un provino. Ci tenete? Allora concentratevi: pensate ai sottotesti del vostro personaggio e a nient’altro. Ripassate la memoria.
  • Ecco tocca a voi: sorriso smagliante, positività, concentrazione… viaaaaaaa!:-)

Patricia

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Le fantastiche tette intertestuali di Sharon Stone

Tratto da “Santa Maradona”

INT. LIBRERIA – GIORNO

Due clienti, Andrea e Bart si aggirano tra gli scaffali.

ANDREA
Il problema non è Novella 2000… il problema è solo di quantità. Perché se io ho soltanto una cosa a disposizione, non la posso mettere in collegamento con nient’altro. Quindi la mente resta immobile… e non puoi allargare i tuoi orizzonti.

BART
Che peccato che ci sia solo io ad ascoltarti, vero?

ANDREA
È solo una questione di collegamenti.

BART
Mh.

ANDREA
Dunque… tu sai cos’è Basic Istinct?

BART
Una stronzata?

ANDREA
D’accordo, ma sai cos’è?

BART
Cos’è veramente?

ANDREA
Cos’è veramente.

BART
Dillo tu.

ANDREA
OK. / Pensa alla prima scena del film. / C’è lei che se ne sta lì a fare il rodeo avvitata sul cazzo di mister nessuno, giusto?

BART
(sorridendo) Sì.

ANDREA
Okay, però, cronometro alla mano, lo spettatore individua il killer dopo solo 45 secondi dai titoli di testa… il che vuol dire che i 125 minuti che seguono sono… i più inutili della storia del cinema.

BART
E fin qua c’arrivavo anche da solo.

ANDREA
E bravo. / Però… il killer lo becchi solo grazie ai collegamenti.

BART
In che senso?

ANDREA
Voglio dire… lo spettatore vede l’assassina che sta scopando.

BART
Sì.

ANDREA
Ovvio però che non te la fanno vedere in faccia.

BART
Chiaro.

ANDREA
Ma qual è l’unica cosa che lo spettatore medio guarda in questi casi?

BART
Uhm… le tette?

ANDREA
Bravo. Lo spettatore guarda le tette. E se è in grado di uscire dal testo e di fare un collegamento, pensa che quelle tette le ha già viste… perché quelle tette erano su tutti i giornali… perché quelle sono le famosissime tette di Sharon Stone.

BART
Eh…!

ANDREA
Ora… testo uno: il film. Testo due: Novella 2000. / Il trucco sta nel collegamento tra uno e due. / Tette del film, tette di Novella 2000, tette del film, tette intertestuali, coincidono. Sharon Stone è l’assassina.

BART (CONT.)
Però… non ho preso appunti, mannaggia…

ANDREA
E’ troppo tardi.

BART
Che tristezza vederti buttare così i tuoi anni migliori, Andre’.

ANDREA
Eccolo qua…

BART
Lo compri?

ANDREA
Fa’ vedere… no, troppo caro.

BART
Eh. Io magari prendo questo, che dici? L’ha scritto Bill Gates, l’uomo più ricco dell’universo, ci sarà una buona idea dentro… Troppo caro. (risatina) / Mi stanno sul culo, i libri. Sono troppo cari. / Ma è normale che la gente se ne compra uno all’anno e si compra Umberto Eco, che ne so… E poi mi stanno anche molto sul culo queste librerie. Con questi commessi bastardi… che appena entri, capito, ti dicono… desidera?

CLIENTE
Scusi… c’è un libro che sto cercando, ma non riesco a trovarlo.

ANDREA
Guardi, forse è meglio che…

BART (interromp.)
Dica, signora, dica pure.

CLIENTE
Grazie. C’è un libro che vorrei, me l’ha consigliato una collega a scuola, però…

BART (acc)
Sì…?

CLIENTE
…mi dispiace, non ricordo l’autore. Il titolo era: “La profezia dei celestini.”

BART
“La profezia dei celestini.”

ANDREA
(ride)

BART
Eh… / Dunque, signora, temo ci sia un piccolo problema di confusione sul titolo. Allora, lei si confonde tra “La compagnia dei celestini” Stefano Benni, Feltrinelli, e “La profezia di Celestino” James Redfield, Corbaccio…?

ANDREA
Corbaccio.

BART
Corbaccio.

CLIENTE
Ha ragione, quello che… –

BART (interrom.)
Calma un attimo, mi scusi. Deve sapere che il libro di James Redfield, “La profezia di Celestino” è un libretto new age del cazzo e noi qui i libretti new age del cazzo non li abbiamo.

ANDREA
E’ vero. Mai avuti.

BART
Ha sentito il collega? / Invece “La compagnia dei celestini” è un best seller e noi qui i best seller non ce li abbiamo. Abbiamo solo libri di qualità, è chiaro?

CLIENTE
Sì, scusat…

BART
Prego, grazie, signora, si accomodi, quella è la porta. / Aria, vada!

CLIENTE (acc)
Io, qui dentro, non metto più piede!

BART
Su, su…

ANDREA
Ma no, signora, non faccia… dicevamo?

BART
La sregolatezza pura, che non ha a che fare col genio, m’esalta. / Mah, va be’… Andiamo?

COMMESSO
Posso esserle utile?

CLIENTE
Ma vada al diavolo anche lei!

Michel… sa va san dir… o come cavolo si scrive…

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LA VERA STORIA DI PALLA DI NEVE

PAROLE DA LEGGERE…PAROLE DA RECITARE…PAROLE PER RIDERE

CLERKS

Esterno Giorno

Jessica e Dante stanno insieme  e salutano un amico che si allontana con un andatura alquanto “fusa”

Jessica

Ciao a presto.

Jessica

Quello lì è palla di neve.

Dante

Perché lo chiami così?

Jessica

L’idea è di Silvana, una roba di pompini.

Dante

Come sarebbe a dire.

Jessica

Dopo che gli si fa un pompino gli piace farsi risputare tutto in bocca con un bacio. Di qui palla di neve.

Dante

Cioè finocchiate proprio.

Jessica

Gli piace da matti.

Dante

Tipa disponibile questa Silvana.

Jessica

Scusa in che senso.

Dante

Una che fa la palla di neve a quello.

Jessica

Silvana!!  La palla di neve gliel’ ho fatta io.

Dante

Certo come no.

Jessica

Sul serio.

Dante

Tu hai succhiato il cazzo a quello lì?

Jessica

Certo… sennò come facevo a sapere….

Dante

Aspetta, tu mi hai detto che hai fatto l’amore soltanto con tre ragazzi, quello mica l’hai nominato..

Jessica

Perché con lui l’amore non l’ho mai fatto.

Dante

Ma gli hai succhiato il cazzo.

Jessica

Ci sono uscita qualche volta, ma mai fatto l’amore.  Abbiamo solo pomiciato un’po’.

Dante

Oh mio Dio, ma allora perché mi hai detto di aver fatto l’amore soltanto con tre.

Jessica

Ma perché è vero che l’ho fatto solo con tre, ciò non significa che non sia uscita anche con altri.

Dante

Oddio mi viene da vomitare.

Jessica

Mi dispiace tanto, pensavo avessi capito.

Dante

E difatti ho capito che hai fatto l’amore con tre ragazzi e basta. Non hai detto altro.

Jessica

Per piacere stiamo calmi.

Dante

Quanti?

Jessica

Dai finiscila.

Dante

Quanti cazzi hai succhiato?

Jessica

Lascia perdere.

Dante

Quanti?

Jessica

Va bene ti ho detto un secondo e te lo dico, Gesù. Io però non ho mica perso la testa quando mi hai detto quante ragazze ti sei scopato.

Dante

C’è differenza e pure grossa. Quanti?

Jessica tace

Dante

Allora?

Jessica

Mh.. più o meno circa trentasei.

Dante

Cosa? Più o meno circa trentasei!!!

Jessica

Parla piano.

Dante

Hey aspetta. Che significa più o meno circa trentasei. Compreso me?

Jessica

Mh…trentasette.

Dante

Io il trentasettesimo.

Jessica

Io devo andare a lezione.

( e si allontana di qualche passo)

Dante

Hey dove vai adesso?

Jessica

Stronzo, finora non sapevi nemmeno con quanti ragazzi avessi fatto l’amore visto che mai ti sei sognato di chiedermelo e fai pure il disinvolto sulle dodici che ti sei scopato….io non li ho mai scopati dodici ragazzi.

Dante

Ah no? Di cazzi però ne hai ciucciati.

Jessica

Eh va bene ho fatto qualche pompino a qualcuno.

Dante

A qualcuno?

Jessica

Uno dei quali sei tu, anzi sei l’ultimo il che significa, se da te sei troppo scemo per capirlo, che io ti sono fedele fin dall’inizio, con tutti quegli altri ci uscivo prima di incontrarti per cui se ti ci vuoi fare una malattia fa pure ma non mi trattare come una puttana visto che tu per primo ti sei dato parecchio da fare.

Dante

Va bene, ma perché dovevi fargli un pompino, perché non andarci a letto come qualsiasi persona normale.

Jessica

Scusa ma che c’è di strano a fare un pompino, se uno mi piace ci esco, ci pomicio e prima o poi il pompino ci scappa…ma far l’amore è diverso…quello solo con chi amavo.

Dante

Mi sento male

Jessica

(dolcissima)

Io ti amo, non devi stare male.

Dante

Ogni volta che ti bacio sentirò il sapore di quei tutti e trentasei.

Jessica

Ah devo proprio andare forse più tardi sarai un pochino più lucido.

Dante

E io sono il trentasette…

Jessica

Ciao Dante .     (si allontana)

Dante

(esita un istante e poi…)

Hey guarda se ti riesce di non succhiare troppi cazzi da qui alla macchina.

Ovviamente Patricia

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INTERVISTA A BERNARDO BERTOLUCCI

UN PEZZO DI INTERVISTA TRATTA DAL DOCUMENTARIO”SULLE TRACCE DI PASOLINI”:

Siccome Pier Paolo faceva molti primi piani diceva sempre che la sua ispirazione era la pittura delle pale d’altare e la pittura senese primitiva toscana del Trecento. Le pale d’altare… in effetti lui guardava certi montarozzi tra due baracche del Pigneto e nel suo occhio diventavano come dei fondi oro, ecco!

Quando lui mi fermò sulla porta di casa Via Carini, dove abitavano i miei genitori e anche io con loro e dove abitava lui con Susanna sua mamma, mi aveva detto “Ah tu vuoi fare il cinema bene fra tre mesi io comincio un film tu sarai il mio aiuto regista”E io lo avevo avvisato”Pier Paolo ma io non l’ho mai fatto non so vai incontro a delle sorprese””ma neanche io ho mai fatto il regista” mi rispose e quindi tutte le mattine partivamo da via carini verso le 7:30, io andavo a bussare alla sua porta andavamo nel garage sotto casa, salivamo sulla sua Giulietta e andavamo verso Torpignattara verso i luoghi in cui avremmo girato il film.

Io avevo vent’anni ed ero già una specie di militante italiano della Nuovelle Vague. Adoravo i film di Godard e naturalmente amavo molto Truffaut e tutto quel gruppo ma Godard era…

Addirittura tendevo a creare un senso di competizione tra Pier Paolo e Godard e lo facevo non maliziosamente, ma perché volevo convincere Pier Paolo che Godard aveva cambiato al storia del cinema, c’era il cinema prima di Godard e poi dopo Godard. Poi un giorno, un lunedì dopo le riprese di Accattone mi disse “Ah sono andato a vedere il tuo Godard con un po’ di amici miei non sai come ridevano tutti s’è beccato certe frasi” io rimasi malissimo! Salvo poi due o tre anni dopo che scrisse una poesia che cominciava così “come in un film di Godard” allora capii che aveva accettato Godard!

Ovviamente Patricia

(io mica parlo di zuppe :-))

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