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cinema e sesso

Oggi tocchiamo un argomento bollente ma di certo non un tabù.

Da sempre il cinema è stato il miglior mezzo per veicolare informazioni sul sesso.

Certo per i registi non è una scena facile da affrontare. Cosa far vedere e cosa nascondere? come rendere una scena credibile? come non renderla stereotipata?

Anche per lo sceneggiatore scrivere una scena di sesso è complicato. Come si comporterebbe il personaggio in questa scena? focoso, freddo, esperto, imbranato?

Per non parlare degli attori. Ci sono attori che non accettano ruoli se vi sono scene di sesso. altri che li accettano ma non si deve vedere il corpo nudo. Ma non sempre i registi sono disposti, anche giustamente, ad assecondare i capricci di un attore!

Ma perfortuna nella storia del cinema vi sono indimenticabili scene di sesso( con o senza amore).

Visto il mio Blog parto dalla sensualità dei film di Godard.

con una bellissima Brigitte Bardot semi nuda e di grande fascino.

Passando per Bertolucci con il suo “Ultimo Tango a Parigi” un film del 1972 che fece scandalo. Bertolucci perse addirittura il diritto di voto.

Il film fu interpretato da Marlon Brando, Maria Schneider.

I due attori sono rimasti nella storia per le due scene più piccanti. L’inizio quando da completi sconosciuti… si incontrano casualmente nel visitare un appartamento e guardandosi decidono di fare sesso. Molto eccitante la scena in cui lui le strappa le calze.

Ancor più famosa la scena in cui fanno l’amore sul pavimento e lui prende del burro…

Bertolucci dichiarò in un’ intervista che quell’idea gli venne durante in un ricevimento vedendo del burro nel buffet (così almeno si dice).

Sempre Bertolucci riuscì a scandalizzare nel vicinissimo 2003 con il suo ultimo film”the dreamers”, i sognatori.

Mostrò un trio, due fratelli gemelli(maschio e femmina) e il fidanzato di lei nudi per giorni e giorni nel loro appartamento.

Bertolucci sorprese con un lungo primo piano del pene in erezione di Michael Pitt .

Ma anche la scena di sesso in cucina in cui lui si sporca del sangue della verginità di lei mentre il fratello nella stessa stanza si cucina due uova.

Bertolucci in un altra scena di sesso tra Matthew (Michael Pitt) e Isabelle (Eva Green) ci mostra in primo piano la vagina di Eva Green con totale naturalezza e sensualità. senza essere mai volgare.

Dopo Bertulucci non può non venire in mente un altro “provocatore” dalle doti innate come regista e anche maestro di Bertolucci: Pier Paolo Pasolini.

Pasolini fece spesso scandalo con i suoi film da “I fiorni di mille e una notte” chiunque abbia visto questo film non pò scordarsi al scena della freccia che il ragazzo vuole lanciare nelal vagina di lei.

Ma ancor più provocande se così si può definire è il film “Le 120 giornate di Sodoma” film del lontano 1975 (il che lo rnede ancora più unico!) Il film é ambientato tra il 1944 e il 1945, in piena Seconda Guerra Mondiale, ed il titolo è appunto un riferimento al regime fascista e agli orrori avvenuti durante quel periodo.

Il film è diviso in quattro parti, strutturate in maniera simile ai gironi infernali danteschi: Antinferno, Girone delle Manie, Girone della Merda e Girone del Sangue.

Il tutto si svolge in una villa di proprietà del Duca. Una volta giunti nei pressi della villa, i Signori passano alla lettura dei regolamenti: per centoventi giorni essi saranno autorizzati a disporre indiscriminatamente e liberamente della vita delle loro giovani vittime, le quali dovranno tenere un comportamento di assoluta obbedienza nei confronti dei Signori e delle loro regole.

Ogni giornata si svolga nel seguente modo: alle ore sei in punto, tutti dovranno ritrovarsi nella cosiddetta Sala delle Orge, dove tre ex prostitute d’alto bordo, a turno, nella mansione di narratrici, avranno il compito di raccontare le proprie perversioni sessuali con lo scopo di eccitare i Signori e contemporaneamente di “educare” i ragazzi alla soddisfazione dei loro appetiti sessuali; le narratrici saranno accompagnate al pianoforte da una quarta donna che avrà il compito di estetizzare ulteriormente le loro crude ed esplicite narrazioni. La sera, dopo cena, avranno luogo le cosiddette “orge“, dove i Signori e tutti i presenti si “accoppieranno” e si “mescoleranno” tra di loro consumando ogni tipo di atto sessuale, anche di natura sodomitica, incestuosa e adulterina. (su wikipedia troverete in modo più dettaglaito la trama)

Insomma un film difficile da guardare fino in fondo, ma che ammetto ne vale davvero la  pena.

Un film molto diverso ma che ha una sua sensualità è “Gocce d’acqua su pietre roventi” un film di Ozon.

La storia di un uomo grande che si innamora di un giovanissimo ragazzo con cui farà sesso. Il tutto si complicherà quando arriva la ragazza di lui e l’ex ragazza del signore. Scene di nudo e di sesso renderanno il film divertente ed anche eccitante, per merito della bellezza della ragazza.

Ma forse per tornare al concetto di scandalo, disogna ricordare “Idioti” il film Danese che segue il dogma di Lars Von trier.

Questo film fu censurato in parte per la scena dell’orgia in cui tutti i protagonisti decidono di fare sesso tra di loro. Altro film che vi consiglio di gardare.

Insomma potrei continuare quasi all’infinito…ma non voglio eccitarvi troppo:-)

Diciamolo quanto è bello quando in un film c’è una bella scena di sesso!

Patricia

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Morgan: Il brano inedito di Sanremo dal vivo ad Annozero… e la citazione di Pasolini

Atipica puntata quella di stasera di Annozero. Non erano presenti politici urlanti, ma persone, in carne ed ossa, che senza farsi venire le vene gonfie al collo hanno parlato di droghe e dipendenze. E poi c’era Morgan. Niente processi mediatici, pero’. Niente moralismi. Niente ovvieta’. Niente gossip. Morgan non ha partecipato come imputato, ma come musicista. E da musicista ha fatto quello che gli riesce meglio. Suonare.

Qui sopra c’e’ il video della sua esibizione.

Dopo il microconcerto acustico, Marco Castoldi ha buttato li’ una frase, impastata nei sui discorsi volutamente fumosi e fumogeni. Ha citato una vecchia intervista a Pier Paolo Pasolini, nella quale il regista con la pacatezza che lo contraddistingueva – si sara’ mai incazzato quest’uomo lunghissimo? – ha confessato il suo odio verso lo Stato.

Ecco un piccolo estratto della sua intervista ritrovato sul Tubo:

Ecco. Anche io… nel mio piccolissimo io… non e’ che riesca proprio ad odiarlo, lo stato. Pero’ devo dire una roba: Quando vedo i politici in tv, Quando devo fare la dichiarazione dei redditi, Quando piove e non c’ho l’ombrello, non e’ che lo odio, lo  stato. Ma mi sta profondamente sui coglioni.

Adesso pero’, anche io, come Morgan vado a fare la cosa che mi riesce meglio. Dormire.

Michel

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INTERVISTA A BERNARDO BERTOLUCCI

UN PEZZO DI INTERVISTA TRATTA DAL DOCUMENTARIO”SULLE TRACCE DI PASOLINI”:

Siccome Pier Paolo faceva molti primi piani diceva sempre che la sua ispirazione era la pittura delle pale d’altare e la pittura senese primitiva toscana del Trecento. Le pale d’altare… in effetti lui guardava certi montarozzi tra due baracche del Pigneto e nel suo occhio diventavano come dei fondi oro, ecco!

Quando lui mi fermò sulla porta di casa Via Carini, dove abitavano i miei genitori e anche io con loro e dove abitava lui con Susanna sua mamma, mi aveva detto “Ah tu vuoi fare il cinema bene fra tre mesi io comincio un film tu sarai il mio aiuto regista”E io lo avevo avvisato”Pier Paolo ma io non l’ho mai fatto non so vai incontro a delle sorprese””ma neanche io ho mai fatto il regista” mi rispose e quindi tutte le mattine partivamo da via carini verso le 7:30, io andavo a bussare alla sua porta andavamo nel garage sotto casa, salivamo sulla sua Giulietta e andavamo verso Torpignattara verso i luoghi in cui avremmo girato il film.

Io avevo vent’anni ed ero già una specie di militante italiano della Nuovelle Vague. Adoravo i film di Godard e naturalmente amavo molto Truffaut e tutto quel gruppo ma Godard era…

Addirittura tendevo a creare un senso di competizione tra Pier Paolo e Godard e lo facevo non maliziosamente, ma perché volevo convincere Pier Paolo che Godard aveva cambiato al storia del cinema, c’era il cinema prima di Godard e poi dopo Godard. Poi un giorno, un lunedì dopo le riprese di Accattone mi disse “Ah sono andato a vedere il tuo Godard con un po’ di amici miei non sai come ridevano tutti s’è beccato certe frasi” io rimasi malissimo! Salvo poi due o tre anni dopo che scrisse una poesia che cominciava così “come in un film di Godard” allora capii che aveva accettato Godard!

Ovviamente Patricia

(io mica parlo di zuppe :-))

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