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Io e te: torna Bertolucci dopo 9 anni!

 

Come appasionata di Godard non potevo non essere una fan anche di Bernardo Bertolucci.

Dopo 9 anni di assenza, torna Bertolucci con tutti i suoi temi.Molti punti di contatto con il suo ultimo film “The dreamers”. Anche qui ci troviamo davanti attori giovani ed uno spazio chiuso. Anche qui si fa cenno al complesso di Edipo e all’innamoramento, seppur in maniera totalmente diverso, tra fratelli.

Ma “Io e te” è tratto dal libro di Niccolò Ammaniti, e con la sceneggiatura scritta da Bertolucci, Contarello, Marsciano e Ammaniti è un film riuscito!

Il film racconta la storia del quattordicenne Lorenzo che ha palesi difficoltà di rapporto con i coetanei. Ma forse il suo problema più grande è l’incomprensione dei genitori, che vorrebbero avere un figlio normale.

Così Bertolucci apre con una scena, deludente forse rispetto al film, in cui il ragazzo parla con lo psicologo che apputo sottolinea la sua diversità.

Così Lorenzo coglie l’occasione che gli si presenta: a scuola organizzano la gita in Montagna. Lui fingerà di partire facendo felici i genitori e si chiuderà in cantina con Tex, libri e formiche!

Il film comincia qui. Momenti magici e poetici ed emozionanti si susseguono.

L’ingresso della sorellastra Olivia tossicomane ricorda molto Godard, il suo stile a cui da sempre si ispira. Coperta da un grande cappotto che la fa sembrare un gorilla, scopre improvvisamente una chioma folta di capelli bondi!Questo è cinema!

Insomma possiamo dirlo il grande regista di Parma ritorna dopo anni di silenzio con il suo sedicesimo lungometraggio e ancora una volta ci lascia senza fiato.

Grazie a un casting accurato, che gli ha permesso di scegliere due corpi e due volti che si imprimono immediatamente nella memoria dello spettatore, due giovani esordienti Tea Falco e Jacopo Olmi.

Un film che ancora una volta si svolge in un luogo chiuso. Questa volta è una cantina. Ma è propio lì che Lorenzo comincierà a scoprire la vita e ad aprirsi.Lorenzo porterò con se un formicaio. Ma a differenza delle formiche con una vita sociale rigidamente strutturata, Lorenzo e Olivia sono due personalità che hanno cercato, ognuna a suo modo, di sfuggire al vivere comune. Incompresi ognuno a suo modo. Unici e soli.

Bertolucci riesce sempre ad essere profondo,a d avere un suo punto di vista. Devo dire che stavola ha scelto un romanzo che non mia aveva convinto. MA è riuscito a migliorarlo. Nell’atmosfera, nella poesia e anche nella profondità. ovviamente è un film d’autore, per cui non è un film per tutti. Chi ama solo i film d’azione non lo

vedrà di sicuro.

Insomma Maestro è tornato alla grande ora aspettiamo il prossimo che a quanto pare, sarà un colossal!

W Bertolucci e il buon cinema Italiano

Patricia

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E’ STATO IL FIGLIO: I BRUTTI,SPORCHI E CATTIVI DI DANIELE CIPRI’

Nel 1976 Ettore Scola realizzava un’opera eccezionale e disturbante che è rimasto unica nel suo genere per anni. Oggi Daniele Ciprì, dopo il divorzio non privo di polemiche con Maresco, da forma al materiale magmatico delle sue esperienze televisive di “Cinico Tv” e cinematografiche de “Lo zio di Brooklyn” e “Totò che visse due volte”, e realizza un film davvero interessante che sembra finalmente essere un degno figlio di quel capolavoro anni ’70.

Tratto da un romanzo di Roberto Alajmo, il film racconta in un enorme flash back la storia della famiglia palermitana Ciraulo, il cui capofamiglia Nicola (interpretato dal sempre più camaleontico Toni Servillo) si arrangia vendendo ferro vecchio, un lavoro che gli permette a stento di mantenere una famiglia costituita da moglie, due figli e anziani genitori a carico. Lo squallido tran-tran quotidiano viene spezzato dalla tragedia che colpisce la figlia prediletta Serenella, uccisa per errore in un regolamento di conti di mafia. Alla disperazione profonda e sincera di tutta la famiglia, e del capofamiglia in particolar modo, sembra sostituirsi un pizzico di speranza nel momento cui viene prospettata la possibilità di ottenere un consistente risarcimento da parte dello Stato per le vittime innocenti della mafia. Il risarcimento pur ottenuto tarda a materializzarsi, ma Nicola e famiglia iniziano a spendere e fare una marea di debiti con un usuraio. Quando arriveranno i soldi, degli originari 220 milioni ne rimarranno solo 80, che il pessimo Nicola deciderà, supportato alla lunga da tutto il nucleo familiare, di investire in una fantastica  e inutile Mercedes nera, che presto diventerà la sua unica ragione di vita e che lo porterà dritto nella tomba.

Anche se nella pellicola di Scola l’ambientazione era quella delle baraccopoli e del sottoproletariato pugliese-romano degli anni 70, mentre in “E’ stato il figlio” ci troviamo catapultati nella squallida ma meno estrema periferia palermitana di  fine anni 80, il cinismo, l’egoismo,  la cafonaggine, la sporcizia e la bruttezza/ deformità dei personaggi che deflagrano nel momento più drammatico del film sono molto simili e vengono rese sostenibili agli occhi degli spettatori solo dalla chiave fortemente grottesca ed ironica che man mano il film assume. L’opera è proprio in questa seconda parte che acquisisce molto valore dopo una prima parte leggermente compassata. Gli interpreti infatti sono tutti bravissimi, tanto che per una volta Toni Servillo non primeggia in maniera assoluta, e merita da questo punto di vista una particolare menzione Nonna Rosa (Aurora Quattrocchi) e il suo splendido monologo finale. La fotografia scolorita è bellissima e permette a Ciprì di non utilizzare il suo classico bianco e nero e contemporaneamente di non allontanarsene troppo; alcune sequenze sono fortemente simboliche e metaforiche (la tv perennemente accesa che non trasmette mai nulla, il treno che simbolicamente investe Nicola mentre accetta le gravose condizioni del prestito usuraio); la colonna sonora utilizza un paio di canzoni di Nino D’Angelo, e di queste una (dimenticata perla del periodo “caschetto biondo” del cantattore napoletano) sembra porre ironicamente una domanda dubbiosa ai protagonisti del film prima che l’egoismo e l’individualismo più sfrenato esploda:  Chissà si me pienze?

Gianluca

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Boris: dalla serie Tv al Film

Eccoci finalmente ieri ho visto Boris!

Dalla serie tv vista come una delle migliori fan al grande schermo.

Davanti a me più che un film ho visto una mega puntata della serie tv.

Boris usa la comicità più spiccia per far ridere e ci riesce ma contemporanemente denuncia la scarsa importanza che l’Italia dà al cinema, le società di produzione Cinematografiche, lo snobbismo degli autori del cinema, l a mancanza di lavoro da parte dei lavoratori dello spettacolo, la scarsa qualità del prodotto finale e critica gli orribili cinepanettoni. Tutti con un ironia spiccia ma anche piena di citazioni comprensibili solo agli amanti del cinema (chi sarà questa giulia di cui si parla?a me viene in mente il film di Giuseppe Piccioni…e così via)

Sicuramente convincenti i dialogni.

Mi crea dei dubbi al sceneggiatura: troppi fili narrativi che niniscono nel nulla…

Un film che all’origine era di 3 ore e che al montaggio è stato troncato…non poteva che eprdere forza. Ma io dico ma quando si sono messi a scrivere il film non si sono resi conto che non poteva durare 3 ore?

Boris racconta la vita del set cinematografico…dall’attrice “Cagna” interpretata da Carolina Crescentini all’attrice sensibile e piena di paure che potrebbe sembrare la parodia di molte attrici italiane arrivate al successo. Gli attori sono incredibilimente credibili, bravi, nel personaggio.E questo è sicuramente il punto di forza di questo film.

Un film che con ironia denuncia molte  situazioni. Da vedere sicuramente.

Patricia

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IL GIOIELLINO

 

Il Gioliellino un film di Andrea Molaioli con Tony Servillo, Remo Girone. Sarah Felberbaum, scritto da Ludovica Rampoldi, Gabriele Romagnoli, Andrea Molaioli

“se i soldi non ci sono inventiamoceli” questa la battuta di Tony Servillo che entrerà nella storia.

“Il Gioiellino” un film di Andrea Molaioli però non credo resterà nella storia.

Sicuramente un film coraggioso sulla Parmalat (chiamato latte ledda)e tutte le sue vicissitudini.

Ma non mi convincono affatto gli attori e nemmeno la regia più che altro da fiction che da film!

Lo stesso Servillo ha sempre la stessa espressione, non vedo un gran lavoro sul personaggio!

Anche la sceneggiatura stessa mi perplime.

Dialoghi scontati.

Un film noioso, il che mi dispiace molto perchè di solito Molaioli è un gran bravo regista!

Patricia

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Il cinema Italiano MANIFESTA!Oggi all’Eliseo

Il cinema Italiano è in ginocchio, la fiction sottoterra.

Basta le associazioni di categoria (cinema) occupano la Casa del Cinema.Un settore inc risi, un futuro nero  e migliaia di famiglie con l’incubo della disoccupazione.

Davanti alla casa del cinema uno striscione con scritto “Tutti a casa” un omaggio a Luigi Comencini che rende bene l’idea della situazione attuale.

La Casa del Cinema è stata occupata per quasi 2 giorni da giovani autori e big ccome Daniele Luchetti, Stefano Rulli, Andrea Purgatori, Francesca Comencini, ma sopratutto tanti professionisti del settore che non sono famosi ma che vivono di questo alvoro e che sono i primi ad essere già disoccupati. Non parliamo di rischio di disoccupazione ma già molti di loro sono disoccupati.Meno film, meno fiction …tutti a casa!

La contestazione continua oggi al teatro Eliseo alle 18:30.

Per chi come noi ama il cinema è il momento di passare ai fatti.

Per chi è uno spettatore del cinema è il momento che rivendichi il proprio diritto di poter vedere film italiani a quantità e fiction.

Si dice spesso che il cinema italiano non è bello. Vorrei dire a tutti quelli che sostengono ciò che in Italia si fanno pochissimi film all’anno(e li fanno sempre gli stessi). Se dessero la possibilità di sperimentare. Se si facessero più film, uscirebbero sicuramente molti capolavori come poi non possiamo negare è stato nel passato.

Io voglio andare al cinema e non solo per vedere Pupi Avati!

Patricia

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Lasciateci la Casa del Cinema!!!!

Hanno preannunciato l’orientamento dell’Amministrazione comunale di Roma di procedere ad una radicale alterazione della Casa del Cinema a Villa Borghese,dal 2004 importante punto di riferimento di tutto il cinema italiano.

Noi non lo vogliamo!

Firmano contro la “chiusura” della Casa del cinema di Villa Borghese moltissime associazioni di cinema.

Mi chiedo ma cosa vogliono fare?perchè questa follia?

Un posto sempre pieno, e pienissimo di iniziative.Film gratuiti, rassegne interessanti, conferenze stampe, oltre che sale utilizzate per la famosa festa del cinema di Roma!

Già ha chiuso la libreria Arion, che era nella casa del cinema un piccolo gioiellino di libri di cinema, sceneggiature, manuali su come scrivere un film e un angolo dedicato ai bambini.

Ora vogliono distruggere tutto.

Certo magari pagare un capuccino e un cornetto al tavolo 3 euro o una spermuta al bancone 3.50 euro  non è per tutti e questo non va bene…

Ma il posto in cui si trova:”la storica” Villa Borgese di Roma, facilmente raggiungibile con i mezzi e

le iniziative interessanti che affolano il calendario quotidiano non hanno prezzo!

LASCIATECI LA CASA DEL CINEMA!!!!!!

Patricia

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Al posto di Moccia

10 cose da fare per non andare a vedere Moccia:

  1. A Roma lo danno in molte multisala, vai a vedere un qualsiasi altro film, non puoi dire che  non hai scelta!
  2. già solo il titolo mi fa venire un brivido lungo tutta la schiena; scusa ma ti voglio sposare!”chevordì”
  3. tratto ancora una volta da un suo romanzo (non è che sia positiva ” ‘sta cosa”!!!)
  4. Posso capire se hai 14, 15 anni…ma se ne hai 30 su dai….riflettici, lo so che è una droga…ma ti assicuro che se lo eviti è meglio!
  5. Se vedi Moccia poi non mi puoi dire che il cinema italiano è brutto: sei tu che sei andato a vedere Moccia. Il cinema Italiano è anche altro.…anzi è tutt’altro 🙂
  6. Posso capire se non hai letto la trama…ma se ti è capitato anche solo di leggere il trafiletto sul giornale, non puoi dirmi che hai pensato“che figa sta storia, originale, mi incuriosisce”L’hai pensato?non dirmelo, non ci credo!
  7. Riflettiamo sulla trama: Alex ha 20 anni più della ragazza di cui si innamora e le chiede”scusa ma ti voglio sposare”ma secondo voi quale può essere la reazione della ragazza????non ci vuole tanta fantasia no…come ogni”ragazzina” di impatto è entusiasta, ma poi ci riflette e capisce che ha una gran voglia di divertirsi e non di fare la mogliettina…ma in tutto questo dov’è la trama…me la sono persa!
  8. ma chi glieli suggerisce i titoli dei film e dei romanzi????
  9. perchè gli  adolescenti sono molto meglio di come li descrive lui!
  10. senti te lo posso dire: meglio una cenetta a lume di candela, una bella mostra, un museo, una “scopatina”una passeggiata al posto del film di Moccia, credimi!

Patricia

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