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Woody Allen si racconta!

Chi non ha mai riso nei film di woody Allen? Nessuno è impossibile non ridere. O almeno nei primi film di Woody. Beh siamoa rrivati a più di 40 film fino ad ora…lui dice “preferisco al quantità, uno l’anno, così prima o poi faccio un bel film!”. Finge umiltà o veramente non si è accorto di essere ormai uno dei registi che fa parte della storia del cinema? Osannato in Italia e in Francia e un po’ meno in America, dove vive. In questo documentario si racconta lui e ce lo raccontano i suoi amici, i parenti e i collaboratori. Ne esce esattamente il Woody che conosciamo. Nato comico, già a 16 anni scriveva battute per riviste  e radio. Fin quando decide di fare un film! Deluso dal suo prio film perchè “tutti ci emttono bocca e lui non è soddisfatto” decide che dal prossimo film deve avere IL POTERE ASSOLUTO. E così ha fatto per 40 anni. Gli attori lo descivono come un regista bravissimo, tollerante, che fa pochi ciak e che lascia molto liberi gli attori. Woody è tra i registi che ama girare ma non ama la post produzione: il montaggio. Scegliere le immagini migliori e come montare il film per lui è un delirio di dubbi.

Il filmmaker Robert Weide ha seguito per oltre un anno e mezzo la vita di questa leggenda del cinema per realizzare la più completa biografia, Woody Allen: A Documentary.

Non si scoprono poi tante novità, ma è bene che ci sia un documentario su di Lui! Grazie a Robert Weide!

Patricia

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TO ROME WITH LOVE…MA SOLO CON QUELLO!

Woody Allen, rotto da qualche anno il cordone ombelicale che lo legava in maniera quasi ossessiva a Manatthan, dopo le escursioni a Venezia, Londra, Barcelona e Parigi…sbarca a Roma “with love” ma con risultati davvero pessimi, rappresentando il film uno dei punti più bassi della filmografia del regista americano. Eppure c’erano enormi potenzialità in questo progetto, e quindi enormi aspettative, tutte deluse. Dal ritorno di Allen davanti la macchina da presa (ultima volta da attore nel 2006 con “Scoop” e quindi per noi italiani era anche la prima volta senza il doppiaggio dello scomparso Oreste Lionello sostituito da Leo Gullotta), al cast di attori a dir poco sontuoso sia sul versante americano (Penelope Cruz, Alec Baldwin, Ellen “Juno” Page, Jesse “The Social Network” Eisenberg) che italiano (tra cui Benigni, Albanese, Scamarcio, Tiberi e la Mastronardi più una marea di piccoli camei di altri volti noti nostrani) fino alla location che mai era stata da ostacolo all’ispirazione dei cineasti in passato, anzi.  Il tutto sorprende ancora di più perchè parliamo di un film di Woody Allen , un cineasta che ha sempre diviso, ma che ha anche coniugato una notevole prolificità con una buona qualità media (con punte eccelse) e che anche di recente ha dimostrato di essere tutt’altro che a corto di ispirazione, come dimostra il recente Oscar vinto per la sceneggiatura di “Midnight in Paris”.

Eppure il film non c’è. Non c’è sceneggiatura, non ci sono battute memorabili, gli stessi attori sembrano quasi dimessi. Gli episodi e le vicende raccontate sono tutte o banali di partenza o anche quando di partenza hanno quel tocco di originalità (l’episodio di Benigni) hanno uno sviluppo che le banalizza immediatamente. Inutile soffermarsi sulle trame dei vari episodi tutti pasticciati e tirati per i capelli, oserei dire affrettati. Perchè scocchi l’amore tra la Page e Eisenberg è un mistero. Perchè Baldwin improvvisamente diventi una specie di grillo parlante è un arcano (peraltro espediente narrativo già più volte utilizzato da Allen in tanti film diretti o interpretati). E poi luoghi comuni cinematografici da perderne il conto (la prostituta e il ladro dal cuore d’oro, l’attore che seduce l’ammiratrice, Benigni che si cala i pantaloni). Infine una Roma quanto mai a consumo del turismo internazionale e quindi oleografica è quella che ci viene consegnata da Allen che non dimentica di filmare nessuno dei posti turistici per eccellenza (gli unici contenti alla fine della visione del film dovrebbero essere quelli impegnati in maniera diretta o indiretta nel comparto turistico della Capitale) nè di sguazzare in altri luoghi comuni romani e italici: Volare, Arrivederci Roma, il vigile che ci fa da Cicerone (e ovviamente provoca un incidente all’incrocio), persone che gesticolano in maniera eccessiva (la scena con mani in primo piano che danno indicazioni l’abbiamo vista uguale quasi trentanni fà in “Così parlò Bellavista”).

Insomma nulla si salva, e quando finalmente dopo quasi due ore appaiono i titoli di coda, si respira un generale senso di liberazione.

Gianluca TheLord

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Mindnight in Paris:Da Bunuel a Picasso!

Non resisto.Devo vedere tutti i film di Woody Allen.Non sempre mi piacciono, ma non resisto devo vederli.

Ed eccomi al cinema Eden. “Midnight in Paris” sta cominiciando.

Un inizio deboluccio..tutti inquadrature fisse di Parigi. Ma poi ecco i dialoghi brillanti di Woody Allen.

Il film oserei dire d’autore, narra la storia di una famiglia borghese americana in vacanza(o viaggio d’affari?) a Parigi. Una coppia che si sta per sposare. Come purtroppo accade spesso, una coppia che non va molto d’accordo. Lei pensa allo shopping. Lui a scrivere il suo romanzo.Due mondi distanti.

Lui goffo e imbranato(sembra proprio Woody Allen) Lei bellissima piena di energie e molto acida.

Lui nona ma il suo presente.E’ un sognatore. E propio la sua fantasia lo farà viaggiare tutte le notti a mezzanotte per Prigi incontrando personaggi come Bunuele e Picasso e moltissimi altri.

Impossibile non farsi due risate, nonostante il film sia serissimo. Peccato però che il film è un po’ piatto.Senza picchi.Una struttura narrativa aprticolare,a nche interessante ma che non convince.

E poi…poteva pure usare una lampada in più per gli esterni…ma si sa ormai nel cinema non ci sono più soldi!

Resta il fatto che Midnight in Paris è il vincitore del weekend al box-office italiano.

Patricia

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Woody Allen è a Roma

Leggo su molti giornali che Woody Allen, il mitico Regista ebreo che vive a New York sta girando a Roma.

Vedo foto e leggo articoli che raccontano di lui, delle 69 location Romane scelte per girare agli attori con cui lavorera, olti italiani.

Oggi passeggiavo con un fantastico gelato tra le mani a via del Corso…tutto era come al solito quando improvvisamente vedo una massa di gente. Veramente tantissime persone, tante quante davanti ai cancelli di un concerto.

Ovviamente mi incuriosisco e mi avvicino, cercando di non spalmare il gelato sulle spalle altrui.

Vedo una mdp, un piccolo carrello cinematografico, noto il fonico…ed ecco WOODY ALLEN in persona.Piccolo piccolo, magro magro, con grandi occhiali e un buffo cappello da pescatore.

Era lì sommerso di persone che con telecamere macchine fotografiche e cellulari cercavano di immortalarlo. E lui? era concentratissimo. Pensava alla sua prossima inquadratura.Indicava come se non ci fosse nessuno.Il suo aiuto regista munito di megafono ripeteva”perfavore lasciateci lavorare”con tono scortese come ci si aspetta da ogni aiuto regista:-P

La gente però non si allontanava. A un certo punto hanno capito che servivano metodi drastici. Hanno messo due barriere. Così Woody è riuscito a fare la sua scena…sicuramente un carello da via del corso che faceva scorgere via grecia.

Non so come sia andata a finire io ho proseguito verso il Phanteon e ho pensato: peccato non lavorare con lui!Ma si sa i sogni non si avverano quasi mai…altrimenti che sogni sarebbero!

Patricia

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Sorrentino e Moretti a Cannes!

Ci saranno due film Italiani in concorso al festival di Cannes: Nanni Moretti con il suo “Habemus Papam” che per altro esce oggi nei cinema italiani e Sorrentino con “This Must Be The Palace”.

LA cosa incredibile è che con loro, affianco a loro in lizza ci saranno Lars Von Trier con “Melancholia” eccellente regista Danese, Pedro Almodovar che è uno dei più bravi e famosi registi spagnoli con “la piel que habito”, i fratelli Dardenne “Le gamin au velo”, Aki Kaurismaki con “Le havre”.

Fuori concorso ci saranno Woody Allen che aprirà il festival con “Midnight in Paris”

E tra poco si comincia….

Patricia

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Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni, dice Woody Allen

Pronta per andare con due amiche ad incontrare l’uomo dei nostri sogni!Un appuntamento alla cieca pieno di aspettative…ed eccoci immerse nel film di Woody Allen.

Ma ahimè invece di incontrare l’umo dei miei sogni ho trovato un film senz’anima e forse anche senza storia!Ma dov’è l’ironia di Allen? e il suo fantastico modo di raccontare i drammi?Niente di tutto ciò.

Un film che (forse) vuole sottolineare che l’amore è un illusione.

O meglio che l’uomo dei propri sogni non esiste. Ho messo quel forse tra le virgolette non a caso, ma perchè non è chiaro. Difficile dire di cosa parla un film così.

Ma io non demordo e i film di Woody li andrò sempre a vedere, in fondo non si possono sempre fare dei capolavori come Mach point!

Patricia

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