Cari cineasti, lasciate il finanziamento ministeriale alle “opere prime”. Lo chiedono gli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma


Gli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, riuniti in assemblea, lanciano la prima proposta:

Cogliamo inoltre l’occasione per proporre a questa prestigiosa platea di cineasti di fare un atto d’amore nei confronti del cinema: in questa situazione di emergenza, perché non rinunciare, il prossimo anno, di accedere al finanziamento ministeriale in favore, solo ed esclusivamente, di opere prime? Questo sarebbe un gesto di responsabilità e di concreta solidarietà, ed una risposta alle squallida strumentazione che molti media fanno delle proteste dei cineasti.

Direi che e’ un’ottima idea! E voi che ne dite?

Michel

1 Commento

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Una risposta a “Cari cineasti, lasciate il finanziamento ministeriale alle “opere prime”. Lo chiedono gli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma

  1. Mi chiamo Federico Bonelli,
    sono un artista emigrato altrove dal 2002, quando dopo Genova, le elezioni, etcetera etcetera decisi che l’Italia non era il posto dove stare perche’ una posizione oltranzista non aveva alcun spazio.

    Ho ora spazio. Respiro. Alle volte ho persino spazio in Italia. Vorrei invitarvi, COLLETTIVAMENTE, se vorrete, a partecipare in qualita’ di filmakers e ospiti alla ottava edizione del “Cinema Solubile” che si terra’ a Spoleto, negli spazi OFF del festival di quest’anno, nei giorni del 24 e 25 giugno.

    Il cinema solubile e’ un minifestival in cui 11 makers o collettivi vengono invitati dal selezionatore (me) a partecipare a un gioco. Creare in 23 ore un film di massimo 6 minuti, 23 secondi e 11 frames a tecnica libera ma secondo i canoni del manifesto del cinema futurista del 1914. Subito dopo averlo presentato al pubblico i cineasti saranno chiamati a distruggere l’opera sul palco.

    Al di la’ del gioco, che come tutti i giochi incorona con un premio simbolico il vincitore, il cinema solubile e’ sempre stato nella mia intenzione una provocazione di rottura “sperimentalista” con le gabbie di pensiero, di cultura e di abitudine che avevo attorno.

    Ora che voi studenti del cinema vi siete incazzati, e ora che il cinema e’ morto, e’ forse l’occasione di trovare, sperimentando davvero, metodi di rinascita.

    Le fenici saranno felici.

    Per favore diffondete,
    Attendo conferma, nel frattempo esprimo la mia solidarieta’ dall’altrove dove sono.

    grazie

    Federico Bonelli

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