Roberto Saviano: Deejay per una notte, racconta Napoli con la musica dei neomelodici.


Capita a volte la domenica pomeriggio di scollarsi dal divano. Capita che al cine non ci sia nulla di bello da vedere. E così si va in cerca di alternative. Sono finito allàAudiotorium per Roma e grazie a due sante donne foriere di una coppia di biglietti in piu’, sono riuscito entrare in una sala stipata all’inverosimile. All’orizzonte, soltanto un computer portatile su un tavolino. Ad un certo punto entra un omino tutto tremolante. E con un sorriso che usciva fuori dal teatro. E’ Roberto Saviano. Si, si… quel Roberto Saviano. Con tanto di scorta armata. Pensavo fosse qui per parlarci di elezioni, di voto di scambio… e invece no. Smanetta sul computer portatile e digita:  Y… O… U… T… U… B… E… Youtube… ebbeni si… anche quel geniaccio pelato con le palle cubiche e’ umano… anche lui perde tempo guardando video inutili sulla rete. E invece no. A lui quei video sono utilissimi. Perche’ attraverso quei piccoli capolavori di artigianato e coattitudine che sono i video dei Neomelodici napoletani, ci racconta Napoli e la sua gente.
Ora potrei farvi la cronaca della serata, ma c’era in sala un giornalista di Apcom molto piu’ bravo di me… e allora passo la parola a lui!
P.S.: Le foto le ho scattate di nascosto. E da tre chilometri di distanza. E si vede! Quel mucchietto di pixel che vedete all’orizzonte e’ il dj Roby Saviano .-)
P.S. 2: Fermate Patricia! Attualmente sta passando il folletto ascoltando a tutto volume un greatest hits di Maria Nazionale!🙂
Michel
In quale altra parte del mondo un cantante avrebbe grande successo narrando la triste vita del latitante lontano dalla famiglia? Nemmeno nel Sudamerica dei narcotrafficanti, suggerisce Roberto Saviano, ma succede a Napoli con “Nu Latitante” di Tommy Riccio. Guardare per credere: 780.000 contatti su YouTube. Accolto ieri da un tifo da stadio all’Auditorium Parco della Musica a Roma, per la serata conclusiva della rassegna “Libri come”, il giovane autore di ‘Gomorra’ ha tenuto una coinvolgente lezione di musica e vita sui ‘neomelodici’, i cantanti della nuova Napoli, e i motivi per cui spadroneggiano nel mercato musicale del sud d’Italia. Le voci bellissime, le melodie orecchiabili e magari plagiate, i metodi di circolazione della musica (fra Internet e dischi pirata autoprodotti), l’efficacia dei video e una grande arma: la traduzione in canzone della quotidianità della vita. Siccome la vita quotidiana di Napoli è anche morti ammazzati, latitanti e assassini prezzolati, spunta pure “O killer” celebrato da Gianni Vizzosi. Armato, lui, solo di un portatile e del maxischermo per rimandare le immagini di YouTube, Saviano ha tenuto col fiato sospeso per due ore i 1.200 della sala Sinopoli raccontando della sua Napoli, antica e modernissima. Il machismo del bulletto “Musica, machine e femmine” (Franco e Lino Calone); il ragazzetto che si ‘accatta’ tutta la città per la morosa costringendo il papà conciliante al “Bancomat ogni matin” (Natale Galletta), l’amore al tempo degli sms (col cellulare tenuto ‘in seno’ come le lettere d’un tempo), i vicoli pieni di immigrati cinesi e il fascino delle prosperose polacche. Faccende spicciole di tutti i giorni, culto dei clan per la virilità, arroganza verso le donne che tentano la ribellione e provano a insegnare la rivoluzione sessuale. E poi le donne appunto: dalle vergini angelicate di Gigi D’Alessio, a quelle sessuatissime che in spiaggia non ci devono andare da sole, e Maria Nazionale canta “sò nera nera ma non sò iuta o’ mare”, chiaramente una balla da raccontare all’amante-padrone. Saviano – che traduce pezzo a pezzo dal dialetto – tiene una lezione “stranamente divertente”, come dice lui. Stranamente, perché da ridere a ben guardare c’è poco. Infatti si finisce lontano dai neomelodici, con la poesia feroce dei Co’Sang che cantano in rap le vittime innocenti della guerra dei clan a Secondigliano. Ricordate solo da loro. Con un monito che la sala plaudente si porta dietro: per il bene della nostra coscienza civile, come c’è scritto nella metropolitana di New York, “se vedete qualcosa, ditelo”.
APCOM

1 Commento

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Una risposta a “Roberto Saviano: Deejay per una notte, racconta Napoli con la musica dei neomelodici.

  1. Patricia

    E’ stato uno spettacolo emozionante…meno male che ci sono andata!!!per una volta…ed una sola…meglio di un film al cinema!

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