Piero De Bernardi:Un saluto dalla Casa del cinema


Il 6-7 febbraio la Casa del Cinema a Roma ricorda uno dei più grandi sceneggiatori italiani: Piero De Bernardi venuto a mancare recentemente. Lavorava sempre in coppia con Leo Benvenuti un altro grande sceneggiatore della commedia all’italiana. Hanno ideato capolavori come i film di Fantozzi ma anche film di successo di Verdone. De Bernardi ha scritto più di 150 film!

Così avendo avuto la fortuna di conoscerlo ,seppure negli ultimi anni della sua vita, ho deciso di andare!

Subito ho notato che  la sala era  piena!A presentare vi era Ugo Gregoretti(regista, giornalista ed intellettuale).

Dopo un rapido saluto ha cominciato dicendo: forse sarà un caso ma De Bernardi amava la V: Verdone, Villaggio,Vanzina

L’incontro è stato davvero piacevole e pieno di ironia. Villaggio ha beffeggiato la morte proprio come faceva Fantozzi nei suoi film,ha simpaticamente scherzato dicendo:” ormai non mi chiamano più per lavorare ma solo per le commemorazioni, la mia è diventata una professione.Se mi volete alla vostra commemorazione, prenotatevi!facendo così ridere di cuore tutta la sala. Ha poi richiesto un minuto di applauso per Piero!

Simpatico anche Neri Parenti che ha raccontato come si lavorava con Piero: era un gran divertimento lavorare con quei due(Piero e Leo). Ognuno si siedeva sempre allo stesso posto.Poi avevamo uan poltrona con le orecchie da asino, li ci si metteva chi diceva la cazzata più grossa.

Poi c’èra il momento della  SCALEDDA: cioè la scaletta di Merda(ci si scriveva di tutto)

Scritta la scaledda, il più giovane che lavorava con loro si metteva alla macchina da scrivere e trascriveva tutto.

Nel sottofondo si sentiva il RUGE: chiamavamo così le brontolate di Leo (rururururu) dal suono che emetteva. Intanto Piero organizzava per il pranzo. Ogni tanto appariva Isa la figlia, e ci diceva “non potete battere più piano con sta macchina da scrivere”Effettivamente era un olivetti molto rumorosa:-)

POI c’era il CORREGGIONE: Piero prendeva i fogli scritti dal giovane e li correggeva(sopratutto ortografia e sintassi)

Leo faceva il CANCELLONE:Tagliava tutte le cose superflue

Ad un certo punto si aspettava il momento del BENISSIMO: ovvero il primo che doveva andare diceva “benissimo io vado” e così tutti se ne andavano via!

Sembrava di stare al luna park, creavi e ti divertivi. Leo parlava, parlava, parlava…Piero ascoltava silenzioso sulla sua poltrona e quando apriva bocca aveva sempre una grande intuizione.

Il loro punto forte è che sono sempre stati aperti a tutti, chi voleva li incontrava e poteva imparare e stare con loro.

Si sono susseguiti altri interventi da Monicelli telefonicamente alla Wertmuller e molti altri. Si è ribadito che Piero sostenva che a scrivere si impara col tempo, ma non si può insegnare a farlo.

Gragoretti a tal proposito ha detto”tutte queste scuole e università di cinema servono ad avere un lavoro(intendendo i docenti), ma non ad insegnare, per imparare a scrivere bisogna leggere molto e chiacchierare moltissimo”

Ci hanno mostrato anche un corto, un intervista a Piero De Bernardi dove Piero raccontava come scriveva con Leo ma sopratutto sottolineava che per scirvere una sceneggiatura non ci sono regole. Ci vuole talento e creatività. Per scirvere bene, bisogna scrivere tanto e sopratutto chiacchierare.

Alla domanda: Con quali registi ha trovato che lavorarci era facile e con quali difficile: Piero ha risposto: Facile con De Sica padre, era bravissimo. Difficile con Antonioni…ci vedemmo due volte ma poi sfumò tutto.

La Wertmiuller ha sottolineato l’importanza del divertimento; quando si scrive in gruppo bisogna divertirsi. Io con lui ho scritto solo “io speravo che me la cavo” fu un’esperienza bellissima. Trovavo sempre Leo sdraiato e Piero semi sdraiato e tutte e due sempre nella stessa posizione.Piero era la concretezza.Parlava poco ma aveva incredibili intuizioni!

Molto emozionata ha parlato anche Isabella De Bernardi, la figlia di Piero, che accanto a Verdone hanno raccontato l’esperienza del primo film di verdone in cui lei fece l’attrice”ancora ora mi fermano e mi dicono: mi dici AH STRONZO” e io lo dico”.

Così la casa del cinema ha salutato Piero, con ironia, beffeggiando la morte!

Ciao Piero!

Patricia

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